domenica 25 febbraio 2018

Zanzibar, impossibile lasciarti!!


Sono già passate due settimane dal mio arrivo a Zanzibar, volate, bruciate senza che me ne renda conto. Nei primi giorni l'arrivo con il sonno arretrato e l'impatto climatico e culturale si era mescolato con la fortunata coincidenza nel weekend di un grande festival "Sauti za Busara" che vedeva la partecipazione di moltissimi gruppi da tutta l'Africa. La presenza del festival aveva elettrizato l'aria a Stone Town, la pricinpale città di Zanzibar, e pareva tutto dovesse girare attorno a questo evento. I primi giorni la mia priorità assoluta era recuperare le ore di sonno, ambientarmi alla temperatura e godermi un pò di mare e sole senza esagerare. Ben presto però i miei piani sarebbero cambiati quando, conoscendo gente già la prima notte di ostello, mi sarei fatto convicere ad andare al festival. Il prezzo era davvero esorbitante, 50$ a serata, ma grazie al mio amico locale, il quale poi mi aveva ospitato la seconda notte, avrei trovato il biglietto per una frazione di quella cifra. Così, già la seconda sera, invece di dormire presto mi trovavo ospitato dal mio amico, dormendo per terra e diretto verso una serata di danze e musica. I giorni successivi iniziavo a riprendermi lentamente, intanto però conoscevo più gente, e il festival che continuava sembrava non poter essere ignorato. Il mio contatto inoltre mi trovava il biglietto per ancora meno, la metà della prima sera. A questo prezzo era davvero irrinunciabile.




Qui andrebbe fatta una parentesi anche su un breve evento che mi è capitato appena entrato al festival la prima serata. Quel mio amico, che non è certo l'unico a farlo, ha conoscenze tra gli addetti alla sicurezza. Con molta nonchalance parla con uno di loro e si accorda di dividersi la cifra se lasciano passare un certo numero di persone. Il prezzo a testa diventa una frazione di quello ufficiale, a volta anche un quinto, ed entrambe le parti rimangono più che soddisfatte. Così quindi era andata la prima sera. Tutto ok, solo che dopo già 10 minuti che ero dentro mi si avvicinano degli addetti alla sicurezza, dicendomi che non vedendo il braccialetto del festival, che per forza di cose, essendo stato imbucato non potevo avere, potevano sbattermi fuori se non gli davo una certa cifra. Ora, la cifra in questione era comunque irrisoria, e il tutto non avrebbe fatto perdere la convenienza, la domanda però era, chi mi avrebbe assicurato che poco dopo lui stesso o un secondo addetto non avrebbe giocato allo stesso giochino? Inoltre il tipo mi intimava che anche avessi deciso di uscire, all'uscita mi avrebbero chiesto i 50$ totali non vedendomi uscire con il braccialetto. Per tenermi d'occhio inoltre, mi avevano messo addosso un ragazzetto, che a suo dire era campione locale di boxe, a quanto pare pure vero come da video che mi mostrava su youtube. L'unico suo problema è che io, parlando un pò Swahili, mi stavo ingraziando il ragazzetto, facendogli i complimenti per la "carriera", facendogli domande, e lasciandogli solo poche occasioni per dirmi sommessamente "dai, amico, dagli i soldi e siamo apposto così". La situazione tuttavia era in stallo e ogni diceci minuti tornava quello della sicurezza sempre meno paziente dicendomi cosa avessi deciso. L'unica via d'uscita era il mio amico, che avevo già contattato intanto che parlavo col ragazzetto. Dopo un dieci minuti infatti arrivava lui, a suo dire con il "suo boss", addetto alla sicurezza anche lui, che mi chiedeva di indicare quale fosse il tipo che mi chiedeva soldi. In pochi minuti la situazione si sbloccava e il furbetto mollava l'osso avendo capito che ero protetto, considerando anche che quel mio amico è conosciuto un pò da tutti. Intanto io me la ridevo tra me e me pensavo che già a poche ore dall'inizio del viaggio ero in grado di vivere situazioni particolari come spesso mi accade ultimamente.
L'esperienza però è stata davvero bella e utile per rafforzare l'amicizia tra di noi. Lui è un gran bravo ragazzo, è un buono e lo si legge nei suoi occhi, anche se certo un bel furbetto come però tuttavia devi essere se vuoi restare a galla in un ambiente come questo. Mi chiama "fratello" e non manca di presentarmi come tale a chiunque si incontri. Da lui ho sempre la porta aperta, nel suo appartamento tipicamente Swahili dove l'anno scorso avevo passato tre settimane.

Cosicchè a Stone Town mi sento proprio di casa. Passo da stare una o due notti da lui per spendere meno, a passare una o due notti all'ostello, per conoscere gente e godermi un pò di aria condizionata, e non di meno per proporre ad altri viaggiatori e turisti delle escursioni che il mio amico propone, risultando quindi in un prezzo di favore a me e un guadagno a lui.



I giorni successivi quindi, volvano tra festival, riposo e qualche giro attorno a Stone Town.
Particolarmente piacevole è stata l'amicizia con un Greco e un Californiano mie coetanei conosciuti all'ostello. Il primo è quello che mi ha convinto a venire al festival, essendo in generale più festaiolo di me. Con lui c'era gran sintonia, anche lui davvero un bravo ragazzo e con il quale condivido molte idee e visioni.
Ieri tuttavia era giunto il momento di salutarci, loro per tornare sulla costa e io per muovermi verso il mare!!

ALLE SPIAGGE!!

Prendo contatti con un couchsurfing che conoscevo tramite un amico e non senza sforzo lascio Stone Town che comunque so che rivedrò presto. La mia meta sono le spiagge della punta nord-est dell'isola, le famose Kendwa e Nungwi. Prendo un collettivo locale da Stone Town eludendo le "offerte" di uno dei tanti furbetto che vorrebbe farmi spendere quasi dieci volte la tariffa dovuta, e in meno del previsto arrivo a Nungwi.
Appena arrivato seguo le indicazioni che mi son state date.. All'inizio mi perdo un paio di volte scoprendo di essere nel villaggio sbagliato, ma una volta in quello giusto mi accorgo di quanto tutto questo mi ricordi le famose avventure grafiche dei primi anni '90. Le indicazioni dicevano circa così: "Una volta nel villaggio, gira a sinistra al vecchio baobab con la scritta "Hilloo grill pub", poi dritto fino alla casa con un cancello rosso grande e con i pentacoli disegnati."

La casa, dentro un grande giardino è enorme, praticamente una villa di tre piani con terrazza che guarda il mare, dove all'aperto è stato piazzato il mio materasso coperto da una zanzariera bucata.



La mia ospite una ragazza tedesca che ha una figlia con un ragazzo locale e con loro vive una signora locale, a quanto pare tipo domestica con un figlio piccolo. Arrivo quasi al tramonto e il panorama è mozzafiato.




Resto incantato a guardare quel paesaggio, ma poi in un lampo prendo fotocamera e costume e volo in spiagga a godermi il tramonto. Sbaglio strada e senza volerlo passo attraverso un villaggio swahili, i bimbi mi rincorrono, mi salutano, e il tutto è avvolto dal sole in controluce quasi al tramonto che proietta una luce dorata su tutto ciò che vedo.



La scena è meravigliosa e nonstante tenti di immortalarla con i miei vari mezzi digitali, non mi resta che un meraviglioso ricordo e il desiderio enorme di poterlo condividere anche per un piccolo istante con chi non lo può vedere. Ecco, penso, l'origine di questa mia compulsione di fotografare, registrare..è anche che vorrei poter mostrare efficaciemente ciò che vedo alle persone care e non solo. Ma per assurdo, sarebbe forse più efficace la scrittura, se solo avessi la potenza descrittiva dei grandi scrittori.
Alla spiaggia incontro una coppia di spagnoli conosciuta all'ostello, un gruppo di Italiani e penso come sempre che è quasi impossibile sentirsi soli.

Una volta sceso il sole mi incammino per la spiaggia per fare due passi e incontro la famiglia che mi ospita. Seduti attorno ad una barchetta arenata, si godono il fresco della serata e la stellata che si fa sempre più visibile. Osservo la figlia, stupenda bambina mulata con una criniera crespa leonina marrone chiaro dai riflessi arancioni. Parla perfettamente tre lingue: Tedesco, Inglese e Kiswahili. Avrà circa dieci anni, ed è davvero intelligente. Dopo un pò ci incamminiamo verso casa. Lungo la stradina che si snoda appena sopra la spiaggia c'è silenzio, solo il suono della brezza tra gli alberi. Incrociamo dei locali - "Jambo, habari?", "Powa sana asante". Non c'è elettricità nei piccoli negozietti lungo la stradina, solo la fioca luce delle candele. L'atmosfera è commovente..sembra tutto più semplice con quella calda luce bellerina. Pochi beni in vendita, un pò di frutta e verdura, giusto l'essenziale perchè in realtà non serve altro. Aveva proprio ragione Terzani quando parlava dell'Asia che lui aveva conosciuto, un luogo dove la luce elettrica dei neon non era ancora arrivata e dove il mondo, di notte, veniva illuminato dalla danza delle fiammelle nelle lanterne ad olio. Penso per pochi istanti che quasi non vorrei sorgesse più il sole.. Luce e oscurità, qui questi due estremi qui sono molto visibili..di giorno il sole è potente, brucia come un laser ed è accecante. Di notte la sole luce delle candele e nelle case la debole luce di qualche lampada ad incandescenza.



Torniamo alla casa, mi viene preparata la cena, uova e patatine. Mi sento un pò in imbarazzo, nella mia testa pensavo già ad essere indipendente, mangiare fuori al volo e volare alla festa della quale tutti parlano. Ma come sempre, occhio a farsi troppi piani, perchè ancora non sapevo che sarebbero venuti tutti alla festa, e che la signora che vive con la famiglia mi avrebbe preso per suo compagno di ballo per tutta la serata, io che proprio ieri mi sentivo uccel di bosco. Tipico, lezione imparata, e nonostante qualche borbottio interiore, ci sta.
Sono le tre e mezza del pomeriggio. Ora quindi, recuperato il sonno dopo una notte in compagnia di tante zanzare in un comodo materasso in terrazza coperto da una grande zanzariera piena di buchi, una volta pranzato e scritto questo pezzo, andrò in spiaggia ora che il sole delle quattro è un pelo più gentile.

I giorni successivi volavano tra giri in spiaggia di giorno e party sulla spiaggia di sera e di notte. Poi un breve ritorno a Stone Town e di nuovo un ultima incursione a Kendwa beach.

L'AVVENTURA DEL DAU!!

Arrivava così il momento di pensare al ritorno, e mi stuzzicava molto la soluzione di viaggio che aveva scelto il mio amico Greco, e cioè con un Dohw, ovvero un mercantile/peschereccio locale a vela. E' in realtà una possibilità non contemplata ufficialmente, e ovviamente non permessa dal governo principalmente perchè considerata pericolosa. Tuttavia vari viaggiatori alla ricerca di un avventura diversa e la possibilità di evitare Dar es Salaam e il suo caos, scelgono quest'opzione della quale comunque si sente parlare davvero poco. Il mio amico l'aveva preso da Mkototoni, non lontano dalle spiagge del nord come Kendwa e Nungwi, ma sembrava che da la andassero quasi solo a Tanga, cittadina sulla costa a 7 ore di bus da Bagamoyo dove dovevo andare io. Tramite alcuni locali pareva che per andare diretti a Bagamoyo fosse meglio partire da Stone Town. Non essendo una cosa ufficiale tuttavia ci voleva pazienza, e aspettare di trovare il capitano giusto e pure il momento meteo giusto con il mare calmo.
Dopo un paio di giorni di tentativi e capitani che sparavo cifre imrpoponibili trovavo finalmente un Dohw da Stone Town. Una barchetta dalla spiaggia mi portava al largo inseguendo il Dohw, e una volta raggiunto trasbordavo con tutta la mia roba. Ero finalmente a bordo!! Altro che traghetto moderno, questo si che è viaggiare!! Mi sentivo come un viaggiatore di altri tempi, cullato dal leggero movimento dell'acqua, ammirando la grande vela gonfiata dal vento e il paesaggio al tramonto.




A bordo ero l'unico bianco di 14 locali, molti dei quali andavano a stare a Bagamoyo per un periodo per lavorare. Il cargo era principalmente taniche di olio di palma, partite da Zanzibar e trasportate sulla costa, ancora non mi è chiaro il perché
Una volta vicino alla costa, la vela veniva ammainata e nel frattempo una piccola barca a motore veniva verso di noi. Credevo fosse per noi, invece avrebbe caricato circa 50 taniche di olio, in maniera anche un po' nascosta. La barchetta poi partiva e si allontanava nel buio fino poi a sparire sentendone solo il motore per qualche altro istante.
La coppia che teneva la mia bici sulla casa sulla spiaggia, e che mi avrebbe ospitato per qualche notte, si raccomandava che non arrivassi troppo tardi tipo mezzanotte, perchè tra il bimbo piccolo e il lavoro la mattina dopo erano distrutti. Erano già le 22 passate e dopo la partenza della barchetta non succedeva nulla, nessun mi spiegava cosa stessimo aspettando e quando saremmo scesi a riva. Poco prima inoltre, mentre controllavo con la frontale le mie cose, uno dell'equipaggio mi avvertiva di spegnerla subito perchè mi avrebbero potuto vedere dalla riva..credo si riferisse al fatto che è vietato imbarcare turisti..
Dopo un attesa che era sembrata infinita, arrivava una seconda barchetta vuota nella quale finalmente montavamo noi per tornare sulla terra ferma. Dopo una certa confusione con i sodi per pagare il trasporto, nella quale c'ho pure rimesso pagando 5 volte il dovuto (cmq una cifra irrisoria..), arriviamo finalmente quasi sulla spiaggia. Saltino fuori dalla barca, acqua ancora alta al livello dell'ombelico e super sforzo per non lavare borse e cellulare che era in tasca. Dalla spiaggia, tutti assieme si tornava verso il villaggio e li prendevo un boda boda (moto taxi) che, dopo un certo suo  stordimento nell'interpretare delle indicazioni adatte persino a bimbi di tre anni, mi portava finalmente alla mia destinazione finale sano e salvo. Finiva così questo mio capitolo di inizio viaggio, tra ambientamento e spasso, tra natura e vita notturna locale, tra turismo e vita a contatti con i locali.

Ora sta per iniziare un nuovo capitolo, il vero motivo per me di essere qui...
Ma di questo vi parlerò nella prossima puntata!!


ENGLISH
------------------------------------------------------------------


Two week has already passed from my arrival in Zanzibar without me even noticing it, literally flyed! In the first days of my arrival with the jet lag, the huge cultural and climatic change, i found myself jumped in an over excited stone town due to a big and well known African music Festival called "Sauti za Busara".
Seemed like everything was there for the festival itself, making it impossible to ignore it. In the first days my priority was taking back my hours of sleep, adjusting to the temperature and enjoy a little bit of beaches taking it easy.
Soon enough though my plans would have changed, when meeting people at the hostel at my first night, i would have been convinced to go to the festival. The price however was relly prohibitive, being 50$ a night, but thanks to my local friend, where i've been hosted three weeks last year, i would have been able to find a ticket for a fraction of that price.
So then, at only my second night after the arrival, while i should have been recovering, i was being hosted in my friend's house, sleeping on the floor, an headed to a party night.
The next days anyway i was able to slowly take back my sleep and to get rested. Meanwhile tough i was meeting more people, and still the festival was an event impossible to be ignored.
My friend also granted me an even cheaper entrance, half of the first already affordable night. At this price it really was a pity not to go. What my friend does is talking with a security guy and make an agreement to let enter a number of people without the ticket for a set price, and then sharing the amount between them two.

Everything seemed good, when just after 10 min that i was in a security guy came close to me and asked me money for not being rejected from the area. Now, the amount was really not a problem, even with that the total price would have been a breaking deal. The question was, if someone else, or the same guy, would have come later asking more money to let me stay there. Also this guy kept telling me that if i walked out the festival not accepting his deal i would had to pay the full 50$ anyway.
To check me and convince me also, he place a young and strong guy on my side, that started to tell me about his boxe carrier, seemengly true since he was showing me his videos on youtube. His only problem was that me, speaking a bit Swahili and wowing his videos and asking lot of questions about his carrier i was getting his simpathy, leaving him just few moments where to weakly ask me "come on rafiki, give him the money and we're ok..". The situation however was a bit frozen, and about every ten minutes the security guy was coming back, every time pushing more, asking what did i decide.
The only way out i knew, was my friend, who i already contacted while i was talking with the boxe guy. And there he was coming just after few minutes, along with his "boss" security guy himself, asking me who was the guy giving me troubles. Few minutes later the situation was being solved, and i was laughing within myslef for how i managed to put myself as always in a crazy situations just few hours from my arrival. The experience though has been very interesting and useful to make our friendship stronger. He's a very good guy, you can see it in his eyes, even tough being very clever as you have to be to live in such a competitive society where rules are often an option.
He calls me brother and so it's the way he introduce me to everyone he meet in my presence
In his place i always find the door open, in his typical Swahili apartment where last year i've spent three weeks.

Therefore here in Stone Town i really feel like home. I can choose from staying in his place to keep costs down, to spend one or two nights at the hostel, to meet other travelers and cuddle myslef with the air con, and of course find other traveler and tourists who wants to do tours and activities organized with my friend, having so something really similar to a collaboration with him.
The days a after were flying, between the festival, resting and some walkabout in Stone Town.
Particularly nice has been the friendship with a Greek guy and one from California that i've met at the hostel. The first one was the one pushing me to go to the festival being generally speaking more partying than me. With him i had a very good connection, having many ideas in common.
However soon came the moment we had to split, he going back to the mainland and me going towards the beaches for few days. I contacted a couchsurfing who i knew through a friend and left Stone Town feeling pulled out of my comfort, even knowing i'd have been back soon.
I'm headed to the main beaches of the nortern tip of the island on the east side, the famous Kendwa and Nungwi.

TO THE BEACHES!!

I take a public transport from Stone Town avoiding the "offers" of one of the various clevers guys that woul like to charge almost ten times the right amount. Soon arrived in Nungwi i followed the indications that my host gave me..
At the beginning i've go lost a couple of times being in the wrong village, but then once in the right one i realized how this seemed like being in an old graphic adventure from the early 90's. The directions were like: "Once in the small village, turn left at the old baobab with a sign saying "Hilloo grill pub", then straight till the house with the big red gate with pentagrams on it".

The house was huge with a big garden, actually a three stories villa with the last floor being a terrace looking at the ocean, where they placed my matress covered by a mosquito net full of holes. My host a German girl with a daughter had with a local guy, and living with them, a local woman seemengly a helper having a small child.
It's almost the sunset and from the terrace the view is stunning. I get lost few minutes looking at that panaroma, but then in a moment i take my camera and the costume and i fly to the beach to enjoy the sunset.
I take the wrong way and without planning it i pass through some Swahili houses. Many kids runs against me greeting, where everything is coloured by the sun very low just in front of us projecting a warm golden light. The scene is amazing, and even trying to freeze it by my digital means, all i can keep is a wonderful memory and still the burning desire of sharing it with everyone.
Here, some of the compulsion of taking photos, comes from the desire of sharing something unique. But funny enough, would be probably more effective in sharing it the writing of it, if only i had the descrpitive power of the great writers.
At the beach i meet a Spanish couple i knew at the hostel and a gourp of Italian, and as always i think how hard is to feel lonely.
After the sunset, dark all around and with the star shining, i walk along the beach and i meet the family that host me.
Sit on the sand around a small boat, they enjoy the refreshing wind of the evening and the amazing stars.
I look at my host's daughter, a beatiful mulatta little girl with a light brown leonine mane with orange reflections.
She speaks fluently three languages: German, English and Kiswahili. She is about ten years old, and very smart and brilliant.

THE MAGIC LIGHT OF A CANDLE

After a while we start walking back to the house. Along the small road staring from the beach there a quite silence, only the sound of the breeze running through the tree leaves.
We coss locals - "Jambo, habari", "Powa sana asante". There no power on the small shops along the road, only the dim light of the candles. The atmosphere is touching..everything seems much more simple seens in that warm dancing light. Few things are sold on the shops, some fruit and veggies and basic house products, just the essential cause actually you don't need much more.
I think about Terzani, the Italian journalist.. he was right when talking about the old Asia that he could experience, a place where the neon lights still had to come, and where the world at night were lit by the dance of the little flames in the oil lanterns.
For few moments i almost think i would stay like this forever, not having the sun to come. Light and darnkess, these two extremities here are much more visible.. during the day the sun is powerful and burn like a laser. In  the night the candles or some weak light bulb in the houses.

Back at the house i had my dinner: eggs and fries. I apreciated so much this, but in my head i was going out having some quick food and then run at the party, but as always, plans changes so easily..
I still didn't know infact, that everyone wanted to go at the party, and that the woman living with the family will have taken me as her dancing partner for all the night, right when i was feeling free like a bird..
All right, lesson learned, fair enough and all good anyway.
It's now three thirty in the afternooon. Now, once getting back my sleeping hours from a long night spent with hundred of mosquitos in my matress in the terrace covered by a net full of holes, and once having had lunch and written this, i'll go to the beach now that at about 16.00 the sun is a bit more gentle.

The next days had gone so fast between beach life during the day, and beach parties during the night. Then a quick return to Stone Town and after a last day in the beach

DHOW ADVENTURE

The time of leaving the island had come, and something that really intrigued me was the way my Greek friend went back to the coast. Not by the offical ferry, instead by a local Dowh, which is a sailboat used as a transport/fishboat?.
It is not allowed officially by the government as it is considered possibly dangerous. However the are quite an amount of travellers seeking for an adventure and the chance to avoid Dar and its chaos.
My friend took it in Mkototoni, not far from the beaches in the North like Kendwa and Nungwi. It Seemed however that the makority of the boats from that departure were going to Tanga, which is in the coast, but at 7 hours of bus from Bagamoyo.
Talking with some locals seemed that to go directly to Bagamoyo was better taking it from Stone Town. Not being an official service though i had to be patience, and find the rifght moment and the right captian, nonetheless the right day with a calm sea. After a couple of days trying tough i finally found a Dohw from Stone Town. A small boat brought me off the city, chasing the Dohw that, in that very moment, was leaving the port with the engine while setting the sails. Once reached them, they were linking the small boat to the Dohw and i was quick jumping on my transport. I was finally on board!! That was much better than the offical ferry, this was truly traveling!!
I was feeling like an old time traveler, rocked by the sweet movement of the water, admiring the big sail blowned by the wind and the landscape in the sunset. On board, i was the only white between 14 locals, most of them were going to live and work in Bagamoyo for a while.
The cargo was almost only oil palm jerrycans, loaded in Zanzibar and directed to the coast, still i don't know why.
Once found a comfortable position and making some friends, i enjoyed my trip that in just bit more that four hours will have brought us at our destination.
Once close to the coast the sail was lowered and meanwhile a small boat was coming toward us. I tought was our transport to the beah, but instead it would have started unloading about 50 oil jerrycans, aso in a hidden way. The small boat then was leaving in the darkness until disappearing, and for few moments only knowing it was there by the noise of the engine.
The couple who was keeping my bike in their house on the beach, and whom will host for some days, asked me to please not come too late, like midnight, as they are usually very tired between work and a small child plus being soon relocating in Europe.
It was already past 22, and after the small boat left nobody explained me anything more and when we would have been brought to the beach. A while before also, when i was checking my stuff with my headlamp, one of the crew members warned me about being seen from distance..i guess cause it's not allowed to carry tourists..
After a time that seemed very long, here was coming a second empty boat, where we would have finally carried to the beach. After some confusion with the payment for the transport, where i even paid 5 times more my fare (still a derisive amount) we finally got to the beach. Jumped out in the water, still at belly level and with big effort not to get my stuff wet and my mobile still  in my pocket. From the beach, we all moved to the village, where i've found a boda boda (moto taxi) that, after misunderstanding multiple times very easy directions, he finally could get me to my friend's house.
Ends like this the first chapter of my journey, between acclimatisation and fun, between nature and night life, between tourists and being in deep touch with locals.

Now soon will begin a new chapter, the real deal, the motivation for me to bein here.

mercoledì 21 febbraio 2018

Kwaheri Zanzibar!!

Le luci di Zanzibar sono ancora lievemente visibili. Stiamo navigando al buio, solo un quarto di luna e migliaia di stelle a mostrarci la via. È strano, mi sento quasi come lasciare casa. Queste due settimane sono state così intense e piene, e tuttavia sono appena all'inizio di questa mia lunga avventura.. 
Zanzibar mi hai dato molto e mi mancherai un sacco!! Grazie di cuore a tutti i fratelli che ho incontrato li.. Non passerà molto prima di tornare!!


The lights of Zanzibar are still a bit visible. We are sailing in the dark, just a quarter of moon and thousands of stars to show us the way. It's funny, i feel like almost leaving home. This two weeks have been so intense and full, and still I'm just at the beginning of my adventure.. 
Zanzibar you gave so much and I'll miss you a lot!! Thanks from the heart to all the brothers i have met there and will not be long time before i come back!!



venerdì 9 febbraio 2018

Verso la terra di mezzo..

------English below------

Lo Stargate si sta avviando...sento il rombo che inizia a coprire tutto il resto..
Presto sarò On The Road again.. e di nuovo nomade perso per il mondo..
A presto comodità, a presto Famiglia e cari Amici tutti, a presto routine quotidiane e senso di sicurezza..
Benvenuta avventura, benvenuta la strada con tutte le facce, le storie, le figure che porta con se.
Benvenuti nuovi Amici, Fratelli e Famiglie che incontrerò nel mio percorso, e ai quali regalerò un pezzetto di questo mio cuore ramingo non senza riceverne un pezzetto dal loro. Scambi di energie, riflessi di te stesso anche nel più lontano degli ultimi del mondo.. sarà viaggiare, sarà abbandonare il mio calco sul divano, sarà lasciare Casa, ma allo stesso tempo anche tornare a Casa.
Gli ultimi giorni in discesa, sempre più in vista della partenza, tante emozioni si affacciavano e accalcavano. Entusiasmo, felicità e forza, ma anche timore, tante domande ma soprattutto la solita, grande domanda: una volta li, chi sarò? So che mi seguirò come un ombra, e i miei limiti e lati oscuri saranno già li ad aspettarmi. Ma è anche vero che a volte, c'è bisogno di uno spazio aperto, di una radura interiore senza riferimenti troppo facili per affrontare li, da soli, quella nostra faccia. Ma ad aspettarmi sarà anche la forza, la vitalità, l'apertura alla vita, ed è per questo che sono qua, alla ricerca della fonte, del nucleo caldo che pulsa di vitalità. Può far paura però, si anche la vitalità, la forza..non sempre siamo pronti a sentirla scorrere. A volte la nostra paura più grande è di poter essere potenti oltre misura e poter perdere quel conquistato giardinetto che è la  nostra intera vita, dove viviamo sicuri dei nostri confini e coccolati dalle nostre certezze.
Negli ultimi giorni ho avuto alternanze di deliziosa forza e leggerezza, a soliti schemi pesanti e trascinati. Va tutto bene, ci sta tutta. Ciò che importa è che quel nucleo neutro abbia avuto la meglio, e mi abbia portato qui. Seduto su questo aereo diretto verso l'avventura, verso la terra di mezzo che sta fra la mia forza e la mia debolezza.

------------------------------------------------------

The Stargate is starting..i can hear his rumbling beginning to cover all the rest..
Soon i'll be On The Road again.. And once again a nomad lost in the world..
See you soon comfort, see you soon Family and Friends, see you soon daily routine and sense of security..
Welcome adventure, the road with all its faces, stories and all it brings with it.
Welcome new Friends, new Brothers and Families that i'll meet in my way, and to whom i will give a little piece of my wandering heart not without receiving some from them also.
Enxchanges of energies, reflections of yourself in the farest of the last of the world.. this will be traveling, will be leaving my comfy couch, will be leaving home, but at the same time coming back home. In the last days, every moment closer to the departure, many emotions were packed in me. Enthusiasm, happyness and strenght, but also fear, lot of questions and especially the greatest of all questions: once there, who will i be? I know that i'll follow myself like a shadow, and my limits and dark sides will be already there waiting for me.
But it's also true that, sometimes, we need an open space, an inner clearing without easy references to face there, alone, our dark side.
But waiting for me will also be the strenght, vitality, openness to life, and for this reason also i'm here, seekinig the source, my warm inner core that pulses with life.
May also be scaring though, even our vitality, our strenght..not always we are ready to feel it flowing. Sometimes our deepest fear is that we are powerful beyond measers, and that we might loose our small garden where we live our lives, where we feel safe, where we know our borders and we are live cuddled by our certainties.
In the last days i've had an alternation of delightful strenght and lightness, to always the same and well known patterns. It's all good, it all fits in the big picture. What really matters is that my neutral core won the battle and brought me here, sit on this airplane , direct towards the adventure, towards the middle earth that exists between my strenghts and my weaknesses.

venerdì 1 dicembre 2017

Aspettarsi l'inaspettato..


Il sole è quasi a picco, e il paesaggio risplende di incredibili colori e contrasti resi così intensi da quella luce forte come un laser. Nuvole bianchissime incollate come adesivi su un cielo blu intenso e tutto attorno spazio aperto a perdita d'occhio. Ed io, mentre mi godo tutto questo, pedalo.
Sono da poco entrato in Tanzania dal Kenya, e mi trovo su una statale nuova di zecca che va fino a Dar es Salaam. Come spesso negli ultimi giorni, penso quasi incredulo: “Mio Dio l'ho fatto davvero, sto viaggiando in Africa in bicicletta!!”. Incontro villaggi e donne vestite di meravigliosi colori che sembrano tutt'uno con il paesaggio circostante e intanto ripenso a come è nata quest'idea folle.
   

                                               

Qualche mese prima ero a Londra a trovare un amico. In quel periodo pianificavo il mio ritorno in Uganda. L'idea era stare qualche tempo a Kampala, la capitale, per imparare la lingua locale e passare del tempo con un caro amico e fratello Ugandese. Tuttavia giusto in quei giorni mi scriveva dicendomi che per lavoro era andato a vivere in Sud Africa e non sarebbe tornato per almeno dieci mesi.
Il mio piano era fallito in partenza. Ci tenevo molto a incontrarlo e lui mi esortava a raggiungerlo, ma il Sud Africa non mi attirava molto, così diverso dall'Africa nera e la sua cultura più vera, povera e scarna.
Dovevo pensare a qualcos'altro.
Ricordo quei momenti di sconforto, dove il mio piano in frantumi mi metteva di fronte alla solita insostenibile pagina bianca. Quel vuoto vibrante e pronto a cogliere qualsiasi idea nuova, qualsiasi guizzo di vitalità senza contorni precisi, ma potente abbastanza da determinarli strada facendo.
Il mantra era.. “come conciliare l'andare in Sud Africa a trovare il mio amico, e allo stesso tempo vivere l'Africa più nera??”
Sentivo distintamente la paura dell'ignoto, ma decisi di corteggiarlo. Non l'avessi fatto, avrei chiuso quella porta accucciandomi in qualche angolo tiepido della mia mente.
Feci dunque il salto.
Nell'istante in cui varcavo la soglia una ventata di follia, quella buona, mi spettinava i capelli, e mentre ripetevo il mantra la risposta arrivava in un lampo, una visione folgorante..
“Attraverserò l'Africa in bici partendo dal Kenya e vivendo le realtà più vere e locali...!!!”
Lo stomaco si chiudeva, la mente iniziava a fantasticare e una frizzante energia corroborava il corpo facendomi sentir vivo.

In un lampo ritorno al presente, alla mia bici e a questo paesaggio Africano. Mi trovo di fronte ad un bivio che non avevo calcolato. Continuare sull'asfalto, o scegliere la “statale” costiera, tutta sterrata per centottanta chilometri fino a Dar? So già quale sceglierò e perché..
In un viaggio così ogni istante, ogni più minima decisione echeggia di quella libertà di sbagliare, di osare. Ogni scelta nasce nell'ignoto e nell'ignoto si rituffa, trascinandoti in fondo alla tana del Bianconiglio, fuori dalla tua zona di comfort.




L'Africa, un luogo dove popolo e natura si fondono e confondono e dove ritrovare il battito primordiale, rompere le catene della nostra ossessiva ricerca di certezze.
L'Africa che con grande ironia, ha poi deciso di sconvolgere nuovamente I miei piani, quando vicino a Dar es Salaam sono stato derubato perdendo nel furto passaporto e carta di credito, facendo così finire il mio viaggio. Un ulteriore salto fuori dalla zona di comfort, un trauma vedere la realtà per quella che è, ma anche una lezione importante.

Fallito la missione? Tutt'altro!! Grande la soddisfazione nel sapere di aver vissuto qualcosa di vero, di aver saputo rischiare, libero di osare, libero di sbagliare.

giovedì 7 settembre 2017

La divina commedia..

Treviso, partenza fulminea

So da tempo che devo partire se voglio aprofittare della stagione estiva per raccimolare qualche soldino, ma tra eventi e la bellissima estate che è arrivata mi riesce davvero difficile immaginarmi nella piovosa Inghilterra. Tuttavia so che è il momento giusto e so anche che mi farà bene. Ci pensavo da un pò, ma la decisione vera e propria è arrivata in un lapo: venerdì prenotato il volo e sabato partito!!
Ed eccomi quindi dopo quasi un anno di nuovo in Inghilterra, a Londra ospitato da un caro amico e cogliendo l'occasione per visitarne altri nella zona. Passerò un intenso week più due giorni girando per Londra tra serate e attività varie e incontri con amici. Non male come inizio di questo periodo e non male come “distacco” dalla mia realtà estiva Trevigiana. I giorni tuttavia volavano e presto mi ritrovo in viaggio verso Lake Ditrict, la mia destinazione finale. Il bus di megabus, il più economico in assoluto mi avrebbe portato da Londra a Lancaster, non lontano dall'inizio del parco nazionale, in circa sei ore di viaggio. Da li poi avrei preso il treno per Kendal e poi il bus fino a Bowness sul lago di Windermere. Nulla di nuovo, un tragitto che già conosco e un viaggio lungo ma comodo.

Cielata dietro l'apparente scontatezza, una bella avventura dietro mi attendeva dietro l'angolo..

Arriviamo a Manchester e il bus si ferma. Chiedo alla ragazza Cinese seduta a fianco a me se sa per quanto si ferma, visto che studia all'Università di Lancaster e prende spesso questo bus. Mi dice mezzora, ma mi sembra un pò troppo e cerco l'autista per chiedere conferma. Non lo trovo ne al suo posto ne fuori dal bus, ma riconosco molti passeggeri sul marciapiede affianco al bus e penso che dovrei avere un paio di minuti. Vedo un kebabbaro dall'altra parte della strada, letteralmente 50 metri di fronte al bus. Faccio un salto e ordino un falafel, ma mentre sta per darmelo vedo l'autista montare e in procinto di partire. Pago al volo e corro verso il bus il quale si era appena spostato di 10 metri, mi piazzo davanti e agito il falafel facendo capire che mi sta lasciando a terra, ma il conducente fa spallucce con tale enfasi, quasi a voler dire che gli spiace non potermi comunicare quanto poco gliene frega di me. Senza deciderlo le mia gambe partono e inizio a seguirlo al galoppo, neanche fossi uno staffettista appena dopo lo sparo di partenza, ma con il falafel al posto della staffetta. Batto tutti i record sui cento metro, ma nessuno purtroppo potrà mai testimoniarlo, e tanto meno riesco a raggiungere il bus che sparisce dietro alla curva con tutta la mia roba. Mi fermo e dalla rabbia mi verrebbe da piastrellare il falafel a terra, ma mi contengo e guardandomi da fuori mi scappa una risata subito soffocata da un nuovo sbuffo di rabbia, a sua volta mitigato da una nuova risata. Penso che, te pareva se non trasformavo un noioso e scontato viaggio in una nuova avventura, e il pensiero vola ai viaggi recenti in Africa e a tutte le vicisittudini.
Ancora ansimante e coi capelli inesplicabili chiedo informazioni ad una signora su dove fosse la stazione dei treni. Lei mi evita pura con lo sguardo, come fossi un drogato che le chiede qualche centesimo per fare una telefonata. Devo sembrare proprio sbandato, e penso a quanto poco ci vuole per venir considerato strano o poco di buono. Torno alla stazione del bus e chiamo il servizio di megabus. Racconto l'accaduto ma mi rendo conto che dall'altra parte c'è un automa non una persona, perchè nonostante il mio evidente disagio l'operatore si limita a dirmi che la responsabilità è mia perchè per le leggi di sicurezza il conducente non può aprire la porta una volta chiusa e quindi chiunque esca dal bus e cechi di entrare una volta chiusa la porta verrà trattato come un estraneo e una potenziale minaccia. Quel suo tono robotico e il mio non essere esattamente in grazia di dio non mi permettono di aprire la via diplomatica, che sarebbe comunque stata inutile data la posizione granitica che la compagnia ha. Mi dice che l'unica cosa che posso fare è andare a mie spese alla destinazione finale del bus che è: GLASGOW!!! Cioè in Scozia, e quasi altre quattro ore di bus da Manchester. La notizia, sempre comunicata con quel tono robotico non mi rende più socievole, ma capendo che è inutile parlarne saluto e riaggancio.

Per non farti distruggere dal flusso, nuotaci dentro..

Decido di mettermela via e capisco che un motivo ci sarà se tutto questo è successo. Sono le 19, Prenoto il primo bus, sempre di megabus, per Glasgow e ne trovo uno che parte alle due di mattina.
Decido di investire queste ore in questa specie di limbo e di goderne per ciò che mi portano e mi danno. In fondo questa alla fine è un opportunità che mi viene data, viviamo sempre protesi al risultato, a “produrre” in qualche senso, a non perdere mai tempo..e invece a me viene data la possibilità di perdere del tempo, si perchè a parte aspettare non ho proprio altro da fare. Ho con me il solo cellulare abbastanza carico e la carta di credito, che fortunatamente avevo messo dentro la cover del cell per averla sotto mano e pagari e mezzi pubblici a Londra tramite “contactless”. Va da se quindi che non potrò avere grandi distrazioni tecnologiche, e mi toccherà dunque riscoprire la capacità di guardare il mondo, di diventare curiosi e farsi intrattenere da qualsiasi dettaglio del mondo, proprio come fanno I bambini piccoli. Loro non conoscono la tecnologia, e sono attratti dal mondo e dalle sue meraviglie che stimolano la loro insaziabile sete di conoscenza.
Inizio a camminare lentamente, respirando ritmicamente e osservando la città, la gente, I dettagli. Faccio finta di essere invisibile, un punto di coscienza che si muove e raccoglie informazioni senza giudizio, senza appicicare etichette e nomi alle cose che vede o sente. Mi siedo su una pachina, cerco uno spazio mentale infinito, nel quale svanisce il momento in cui mi sono seduto e non c'è attesa per quello in cui mi alzerò. Osservo, respiro, ascolto I suoni e le sensazioni fisiche, il fresco pungente e la pressione della panchina sul mio sedere. Provo una certa soddisfazione per l'esser riuscito a ribaltare la situazione a mio favore e ripenso ai viaggi, specialmente all'Africa con I suoi mille disagi e disavventure che ho vissuto, e la ringrazio.
Nel frattempo un caro amico Australiano che ha visto il post su facebook della mia disavventura, mi manda dei contatti di due suoi amici una a Glasgow e l'altro a Edinburgo. Io ancora spero di cavarmela in giornata a Glasgow e partire il giorno stesso per la mia meta, però intanto è ottimo avere dei buoni contatti.
Inizia a fare fresco e sono in t-shirt e non ho altro da vestire con me. Faccio un giro e vedo un cinema e penso che guardarmi un filmetto in Inglese sarebbe un ottimo modo per stare al caldo e praticare un pò la lingua. Il film finisce circa all'una e manca oltre un ora per il bus. Faccio un giro, perdo ancora un pò di tempo e poi mi dirigo alla stazione per aspettarlo li. La mattina dopo in circa tre ora di bus mi trovo a Glasgow, e subito mi fiondo all'ufficio lost and found. Subito vedo la mia borsa grande che mi danno appena mostro di conoscerne perfettamente il contenuto, ma non quella piccola. Quella appunto che avevo con me tra I sedili e in cui tenevo portatile, portafoglio e molte altre robette. Mi dicono che molto probabilmente sarà in deposito ma che devo aprire un “investigazione” e vista la pila di altre pratiche aperte ed essendo pure venerdì dovrò aspettare lunedì. Penso a quanti altri hanno perduto il bagaglio, magari come nel mio caso colpa di queste ferree politiche di sicurezza.

Tre giorni di magia in Scozia

Okay so che dovrò aspettare tre giorni, e penso che a questo punto potrei andare ad Edinburgo che dista meno di un ora di treno per visitare un caro amico che ho conosciuto l'anno scorso nel mio periodo a Bristol.
E' sempre così che inizia un momento magico, un avventura. Quando lasci ogni speranza, ti lasci andare perchè non c'è altro da fare che aspettare, ti affidi e ti fidi, è così che nasce la magia, ed è così che I miei tre giorni in Scozia sono stati una continua magia.
Arrivo alla stazione di Edinburgo, esco e trovo una giornata meravigliosa. Il sole splende, la temperatura è mite e c'è una piacevole brezza che ti galvanizza. Aspettando di trovarmi con il mio amico mi faccio un giro per la città e resto davvero incantato. Stupenda!! Davvero una città stupenda!! Passeggio e per la via pricinpale tutta in salita e ammiro gli imponenti edifici in stile vittoriano ai lati resi ancor più splendidi dalla luce del sole e dal contrasto con un cielo blu intenso.
Guardo la gente, principalmente turisti e scorgo un paio di uomini in kilt, uno straniero probabilmente affascinato dalla cultura Scozzese e un locale. E' la prima volta che vedo un kilt dal vivo, e penso che bello essere qui e quanto questo mi sembra un vero e proprio viaggio seppur mini.
Passo alcuni artisti di strada, un bambino che suona la cornamusa e una punk che canta canzoni Scozzesi mentre fa lavori con la lana. Mi fermo a chiacchierare con una artista che fa ritratti e caricature. Lei e' Ungherese e viaggiatrice, e da un pò si è buttata a fare l'artista di strada per mettere in pratica il suo talento artistico ma sopratutto per lo stile di vita. Ci troviamo su molti punti e sembra di conoscersi da tempo. Le dico che mi piacerebbe comprarle un ritratto per sponsorizzarla, ma che venticinque sterline sono tante e che preferisco aspettare uno o due giorni per vedere se riesco a trovare qualcuno che mi ospiti la notte così da risparmiare quei soldi e darli a lei. Lei subito, come c'avesse già pensato, mi dice che non vuole soldi e che me lo fa per piacere, anche perchè così attira gente curiosa e magari potenziali clienti. Mentre mi ritrare vengono fuori altri punti in comune, sensazioni, punti di vista e altro che davvero ci spiazza e fa pensare a quante anime gemelle abbiamo sparse per il mondo, o forse, anche a quanto in fondo siamo tutti così simili.
Finito il ritratto ci scambiamo I contatti e io vado all'incontro con il mio amico mentre ripenso all'incontro fortunato e al fatto che ho già un amica a Edinburgo ad appena un ora dal mio arrivo qui. Mi trovo con M. il quale vive in un ostello nell'area per gli ospiti di lungo termine mentre lavora per metter via qualche soldo in attesa di tempi migliori e di uno spostamento da tanto atteso. Mi presenta S. un Sud Americano di circa quaranta cinque anni che nel suo paese è quasi stato ucciso durante una rapina e che poi attraverso varie vicissitudini è approdato in Scozia dove per un periodo ha vissuto come barbone e poi è riuscito a ricevere il sussidio statale.
Entrambi mi invitano a cenare alla mensa dei poveri dove loro cenano ogni sera. Accetto di buon grado perchè mi intriga mettere il naso in questi ambienti e viverli di persona. La cena è organizzata nella sacrestia di una chiesa e ci sono molti volontari che dal banco dove c'è il catering servono la cena ai tavoli. Si mangia semplice, purè di patate e verdure credo sottaceto. Si beve invece abbondante tè e succhi di frutta, e non manca neppure il dolce. Attorno a noi gente di varie estrazioni sociali e condizioni. Molti sembrano e probabilmente sono senzatetto, mentre altri pensionati che fanno fatica ad arrivare a fine mese e altri più giovani come noi che cercano di abbattere Il costo della vita che annulla I sacrifici fatti per mettere via qualche soldo.
Mi calo nella parte e apprezzo e godo della gentilezza dei volontari e del cibo offerto. Mi sento uguale e sullo stesso piano di chiunque in questa stanza, ne più ne meno. D'altronde potrei essere io un senzatetto, non c'è nessuna certezza divina che questo non possa accadere e l'idea di saper stare tra queste persone senza sentirmi a disagio mi conforta.
Come spesso e sempre di più accade noto di trovarmi più a mio agio tra gli ultimi e gli sfortunati, o semplicemente quelli che hanno di meno ma che quindi godono delle piccole cose e si preoccupano solo del necessario senza, (loro malgrado), cadere nell'opulenza del troppo che droga e rende insensibile.

Assieme al mio amico M. iniziamo a cercare un ostello per la notte, qualcosa di economico in attesa di qualche risposta da couchsurfing dove avevo mandato varie richieste di ospitalità.
Dopo aver girato mezza città, con gli ostelli tutti pieni o dai prezzi folli, ne troviamo finalmente uno a 18 sterline a notte, costruito dentro una chiesa sconsacrata. Davvero curioso vedere la struttura in cartongesso delle stanze e nei “corridoi” dell'ostello avere come tetto quello della chiesa stessa.
Quasi all'ora di dormire mi rendo conto che mi era del tutto passato di mente il contatto del mio amico Australiano. Lo contatto e ricevo quasi subito conferma dal suo amico che mi da subito indirizzo e istruzioni per vederci il giorno dopo!
E' così che conoscerò Dusko che vive a Edinburgo da poco lavorando come Ingegnere civile e con il quale diventerò subito ottimo amico.
Dusko mi ospiterà Sabato e Domenica, e in quei due giorni davvero mi sembrava di essere a Edinburgo da tempo, dandomi appuntamenti in centro con il mio amico M., con Dusko e con la mia amica artista. E' sempre stupendo scoprire di avere amici ovunque si vada, e sentirsi come a casa già in poche ore quando di solito restando nelle strutture proposte ai turisti si resta del tutto sconnessi dalla realtà locale e si gira la giostra del turismo commerciale.

L'energia intanto si accumula ed è ora di concretizzare lo scopo dell'essere qua in Inghilterra..

Arriva Lunedì e torno a Glasgow dove finalmente mi viene ridato Il prezioso zainetto, e con un sospiro di sollievo mi organizzo per andare a Lancaster da dove poi prenderò un treno diretto a Kendal che è una delle “porte d'accesso” per Lake District.
Dove sto andando è solo una zona dell'ernome parco nazionale di Lake District, e in particolare si tratta del lago di Windermere appunto uno dei tanti laghi del parco.
Attorno al lago e in particolare sulla sponda destra sorgono vari villagi tra cui Bowness che è quello più a sud, Windermere circa a metà lago e Ambleside sulla punta nord del lago. Questi tre in particolare sono I posti in cui cercare lavoro durante la stagione e più o meno tutti pullulano di richieste di personale.
Passo la giornata tra bus, treno e altri bus e finalmente arrivo a Bowness nel tardo pomeriggio. La giornata era stupenda già dalla mattina a Glasgow, e anche a Lake District resta bella. Mi accoglie un sole splendente ed essendo parecchio alti come latitudine, in piena estate le giornate sono davvero lunghe, e si ha luce fino alle 23. Mi vado a piazzare su un prato che conosco con vista lago e mi godo l'ultima oretta di sole prima che spraisca dietro alle colline.
Come spesso accade ultimamente non ho ancora un posto in cui dormire e ho solo in mente il nome di un ostello a Windermere che avevo contattato qualche giorno prima e che pareva avere un buon prezzo.
Non mi preoccupo e lascio che le cose fluiscano, ormai so bene che è l'atteggiamento migliore e che permette alla magia e alle possibilità di manifestarsi. Scende il sole e mi incammino pigramente verso l'ostello a Windermere. Non c'è una vera e propria reception e bisogna chiamare per chiedere se c'è posto. La risposta è posivita e subito sistemo la mia roba per poi andare a fare una spesetta li vicino.

E' tempo di vedere cosa bolle per me nel pentolone magico..

Non esiste partecipazione senza un cambio, senza una contaminazione di ciò che siamo a tutti I livelli. Uno non viene fino a qua per cercare meccanicamente un lavoro e poi tornare a casa come nulla fosse accaduto. Questo lo so da sempre, ma è ogni volta una ri-scoperta, perchè a volte, anzi spesso c'è in noi qualcosa che frena e che non vorrebbe quel cambio. E' un pò quello che accade quando stiamo per fare il bagno al mare o al lago, dove l'acqua è freddina. Quel momento prima di bagnarsi, in cui stiamo così bene asciutti e al caldo è una zona di comfort, dalla quale non vorremmo allontanarci. Tuttavia una volta in acqua, la sferzata di energia del freddo ci attiva e rivitalizza corpo e mente e quasi ci chiediamo in che razza di pigrizia stessimo sprofondando poco prima. Ecco lo stesso accade, almeno per me, in queste situazioni dove siamo in un limbo troppo tiepido e morbido da lasciare. Questo essere turista-non-turista, tra viaggio e attesa di un lavoro è gravido di emozioni, di ciò che si ha lasciato a casa, delle possibilità che come un frutto maturo stanno per cadere e materializzarsi nella nostra realtà.
Allora in questo limbo, come li sul bagnasciuga prima di tuffarsi, l'unica cosa da fare è recidere quell'ultima resistenza al cambiamento e tuffarsi del tutto nel nuovo paradigma.

Uno speciale lasciapassare..

Mi sveglio abbastanza presto e vado in biblioteca a stampare trenta cv e parto subito per un primo giro di consegna.
Il giorno prima camminando verso Windermere avevo visto una guesthouse con affisso un annucnio di richiesta personale e con offerta di alloggio incluso. L'avevo tenuta in mente come primo posto in cui provare vista la presenza dell'alloggio.
Arrivo di fronte all'entrata e mi trovo in compagnia di mille diversi stati d'animo. La speranza di trovare presto un buon lavoro, la voglia di restare in quel limbo e il tentativo di non pensare a nessuna delle due e agire soltanto.
Prendo un bel respiro, svuoto la mente e sceglo l'azione. Mentre afferro un cv e faccio per entrare mi vien da ridere per la situazione e per tutti quei miei stati d'animo.
Trovo alla reception una ragazza alla quale consegno il cv e che mi dice che lo darà alla manager che in questo momento non c'è. Sto per uscire e compaiono due ragazze, una delle quali la manager con 6 tazze in mano e che tutta trafelata mi dice di mostrarle il cv. Lo guarda appena e vede che ho scritto dei miai viaggi e subito mi chiede qual'è stato l'ultimo. Gli dico Africa in bicicletta, e spalanca gli occhi. Mi dice che è del Sud Africa e che quel magico continente è nelle sue ossa, nella sua pelle e anima. Mi mostra rapidamente l'hotel e mi spiega il lavoro e dopo poco mi chiede se mi va di fare una prova il giorno dopo per vedere se mi piace. Rispondo di si, saluto ed esco e mi dirigo verso Bowness giù al lago. Mentre cammino penso a quello che è successo. Sono entrato al primo posto e ho già trovato un lavoro, non può che essere un segno che l'altra era come anticipato da tutta questa ondata di energia e stupendi incontri degli ultimi giorni.
Ancora non lo sapevo, ma l'ondata non si era ancora esaurita, anzi.
Infatti..
Arrivo al lago e mi viene voglia di un giro in barca a remi e mi metto in fila dove sulla sponda del lago noleggiano le barchette a sedici sterline all'ora. Aspetto dieci minuti sotto il sole ma ancora nulla, mentre nella fila a fianco quella per noleggiare barche a motore, la gente viene processata molto più velocemente.
Finalmente dopo altri dieci minuti arriva uno dello staff che scusandosi un sacco mi fa cenno di seguirlo. Io faccio per tirare fuori la carta e lui mi dice che non c'è problema e posso pagare dopo visto che ho aspettato tanto e mi accompagna alla barchetta.
Esco e vado verso Il centro del lago dove, abbastanza lontano da tutti posso togliermi il ridicolo giubbetto galleggiante, togliermi la maglietta e distendermi per traverso con I piedi a penzoloni in acqua godendomi il sole stupendo. Mi sento un re e non potrei chiedere nulla di meglio in questo momento. Penso a quanto poco ci voglia per godersi la vita e trovare momenti di gioia in cui semplicemente fluire.
La mia svanisce in fretta e ritorno al molo. Lo stesso ragazzo mi accoglie e mi chiede come sia andata e capisco che dev'essere contento che sia tornato perchè mi dice, loro sono la dalla mattina e davvero non vede l'ora di andare a casa. Appena metto I piedi sulla spiaggetta di sassi gli dico che vado a pagare, ma lui mi ferma e mi dice che non c'è bisogno e che questo giro me lo offre lui. Io rimando sbigottito e insisto ma lui mi dice che è un piacere, e anzi di passarlo a trovare per due chiacchiere e mi saluta calorosamente. Mi incammino verso il praticello del giorno prima mentre sono un misto di risata, commozione e stupore. E' come se negli ultimi giorni molte cose che di solito la gente paga come servizi, per me fossero gratis, come avessi un qualche lasciapassare (o lasciapassAle..) che mi permette di uscire, seppure per brevi istanti dal sistema.

Aspettarsi l'inaspettato...

Mi sveglio presto e vado alla guesthouse per il giorno di prova.
Lavoro cinque ore che passano in un lampo e senza nessun intoppo, anzi con visibile soddisfazione dei miei nuovi colleghi. Caspico subito che a questo punto che il lavoro ce l'ho e dipende solo da me se mi piace, e ovviamente considerato tutto direi che questo è il posto in cui era destino che venissi. La manager tuttavia mi dice tutta dispiaciuta che l'alloggio si libererebe solo in una settimana circa quando uno dei colleghi che è li da due anni lascierà il lavoro per tornare in Spagna.
Mi godo il resto della giornata e passo la serata il ostello con un giovanissimo ragazzo Danese che sta facendo un viaggio di solo auto-stop in Inghilterra fino alla Scozia e due giovani ragazze Londinesi.
Il giorno dopo vado a lavoro e la manager mi dice che forse ha una soluzione per me, cioè mettere ogni sera nella zona lounge un materasso per poi toglierlo prima di iniziare a lavorare. Le dico che sarebbe ottimo e, dopo il lavoro, tornando all'ostello disdico le due notti in più che avevo prenotato.
Il giorno dopo passo all'ostello per pagare la notte precedente e ne aprofitto per fermarmi nella cucina condivisa e pranzare li. Mentre mangio arriva una ragazza che ancora con lo zaino in spalla si ferma davanti alla bacheca studiando le regole dell'ostello e come funziona il pagamento. Le spiego un paio di cose e poco dopo mi chiede se fossi mai andato a nuotare nel lago.
Le rispondo di no, ma che prima o vorrei farlo. Le come fosse la cosa più naturale del mondo mi fa “ti va di andarci ora?”, e io con la stessa identica naturalità le rispondevo “perchè no? Certo andiamo!!”
Dopo pochi minuti eravamo sulla sponda del lago, ridendo della situazione che si era creata e di come due perfetti sconosciuti come noi pareva si conoscesse invece da sempre. Un cielo tappezzato di nuvole bianche, sole e un paesaggio imponente ci accoglievano.
L'aria era frizzante e potente e noi due scintille libere coscienti della natura della realtà e di come noi possiamo crearne una nostra personale.
Abbiamo vissuto il momento, senza etichette o bisogno di aderire a clichè di nessun tipo. Abbiamo distillato il tempo e ci siamo inebriati con l'essenza del momento cogliendo l'attimo.
Per tre giorni, ogni giorno sembrava l'ultimo, poi il gioco reiniziava e con lui la magia del momento.

Tutta questione di oscillazioni..

Ultimamente vivo davvero sulla pelle la magia e l'andamento oscillatorio della vita. Da una parte trovo, dall'altra perdo, da una parte do, dall'altra ricevo..
Se questo è naturalmente presente nella vita di tutti (anche se molti spesso vedono solo il lato negativo) è anche vero che a me capita sempre più rapidamente. Questa alternanza, questa oscillazione sta come aumentando la sua frequenza ed è quasi all'ordine del giorno che mi trovo in situazioni straordinarie, inteso letteralmente come “fuori dall'ordinario”.
Qui le speculazioni filosofiche potrebbero davvero sprecarsi e come un tarlo scavare nella trama della realtà. La verità più semplice però secondo me è che la vita di per se è qualcosa di altamente instabile. Tutto cambia, tutto si trasmuta continuamente, ed è solo nella nostra testa, nella nostra interpretazione delle cose che tutto è statico, o almeno secondo noi dovrebbe. Ed ecco infatti che ,quando la realtà cambia in maniera così netta da non permetterci più di ingannarci e di continuare a vederla statica, soffriamo e rifiutiamo la realtà stessa. Vivere sul filo del rasoio del momento presente non solo permette di accettare e vivere questo continuo flusso, questo cambiamento, ma anche di poter ricevere I doni che questo può portare e di saperli riconoscere e accogliere.
Ora, beh pare per come ne parlo che io sia proprio in grado sempre di farlo. Ecco, non è così. E' si vero che so vedere questa natura della realtà, e che spesso mi porta de doni che vivo con grande gratitudine ed emozione. Allo stesso tempo però quel cambiamento sa a volte sconvolgermi e mostrarmi come sicuramente anch'io vivo attaccato al mio scoglio e alle mie certezze.
A dimostrarmelo è stato quando circa un mese ho scoperto di aver perso il portafoglio.
Nonostante fossi, almeno credevo, allineato con il flusso e con l'oscillazione, la perdita che comprendeva anche alcuni ricordi ai quali ero ancora legato, mi ha mandato in totale crisi e mi ha fatto perdere quell'equilibrio e serenità. Alla fine tuttavia, tutto ciò che succede e passa nello schermo della nostra vita, è esattamente: “tutto ciò che succede e passa nello schermo della nostra vita”. In altre parole, è quel che è ed è perfetto così com'è, anche se sembra imperfetto e sbagliato. Cosicchè, pure una reazione apparentemente sbagliata, o un nostro auto-giudizio severo tipo “ho perso il mio equilibrio e non avrei dovuto permetterlo per così poco” è una rigidità e un non accettare ciò che è, e volendo essere un pò ricorsivi, pure il non accettare di non aver accettato.


Tutto è perfetto, anche l'imperfetto.

martedì 25 luglio 2017

Aspettarsi l'inaspettato..

-------------------------------------------------ENGLISH BELOW----------------------------------------------


Sono qui a Lake District da nemmeno una settimana, e per quante cose son successe mi sembra quasi un mese. La maggior di queste cose, se non tutte, sono piccoli miracoli quotidiani che arrivano dalle profondità della trama della realtà e si manifestano senza avviso. Questo accade, quasi di regola ogni volta che lasciamo il nostro porticciolo e spieghiamo le vele verso qualcosa che non conosciamo affidandoci al vento e alle correnti. Farlo, senza strumentalizzarlo cioè aspettarsi qualcosa in cambio, apre un portale attraverso il quale arrivano situazioni, esperienze, persone. Solo qualche giorno fa portavo il primo di trenta curriculum, trovando un ottimo lavoro al primissimo curriculum. Appena il giorno dopo conoscevo una ragazza Tedesca con la quale, senza pensare o riflettere c'è stata una connessione e sintonia che spesso richiede anni e anni. Appena arrivata all'ostello, dopo un paio di parole più che altro chiedendo come funzionasse il pagamento dell'ostello, mi chiede se ero mai stato a nuotare nel lago. Le rispondo di no, ma che prima o poi vorrei farlo. Lei come fosse la cosa più naturale del mondo mi fa “ti va di andarci ora?”, e io con la stessa identica naturalità le rispondevo “perchè no? Certo andiamo!!”
Dopo pochi minuti eravamo sulla sponda del lago, ridendo della situazione che si era creata e di come due perfetti sconosciuti come noi pareva si conoscesse invece da sempre. Un cielo tappezzato di nuvole bianche, sole e un paesaggio imponente ci accoglievano.




Energia pura, vivere il momento, la forza della natura e dei rapporti umani quando sono puri, fluidi e senza aspettative. Più tardi ci regalavamo un pomeriggio in una spa locale, salutandoci poi come non dovessimo vederci più, per poi passare in realtà sempre con quel fluire altri due giorni di camminate e chiacchiere. Teatro di questi giorni le stupende montagne e la natura di questa meravigliosa zona, ispirati dai paesaggi e dalla forza che si genera muovendo il proprio corpo.






Ieri il saluto, quello vero, grati del piccolo miracolo che abbiamo vissuto e aperti a ciò che l'universo saprà portarci se viviamo in quel fluire.
L'importante però è sempre vivere nel presente, poiché è l'unico passaggio per la tana del bianconiglio..
Questo è solo un assaggio delle avventure vissute nelle ultime settimane da quando sono arrivato in Inghilterra, restate sintonizzati per altre storie mirabolanti!


----------------------------------------------------ENGLISH--------------------------------------------------------

I'm in Lake District since less than one week, but after all that the things that has happened seems to me almost one mount. The majority of these things, if not all, are small daily miracles that comes from the depths of reality and that arises without signs. This happens, almost as a rule every single time that we leave our safe small dock and we set the sail toward the unknown, trusting the wind and the currents. Doing this without expecting anything opens a portal through which comes situations, experiences, persons. Only some days ago I was bringing the first of thirty printed cv's, finding a good work at very first cv's I brought. The next day already I was meeting a German girl and without thinking too much we was going to have a crazy good and deep connection something that sometimes requires years. I was at the hostel where I spent two nights and when she came, after a brief talk about the hostel rules for the payments, she asked me if ever went swimming in the lake. I said no, but that I wanted soon or later, and she said, as if this was the most natural thing in the world: “would you like to go now?”, and me, in the same way I answered “why not? Let's go then!!”After few minutes we were on the shore of the lake, laughing at the situation of this two perfect strangers, that at the same time seemed to know each others since ages.

An amazing blu sky with small white clouds, sun and a majestic landscape was welcoming us. Pure energy, living the moment, living the force of nature and human relationships when they are pure, flowing and with no expectations. Later in the day we were gifting us a relaxing afternoon in a local spa, saying goodbye like if we were not going to meet again, while then instead spending other two days flowing between amazing landscapes and deep, funny and inspired talks. Teather of these three days were the beautiful mountains and nature of this unique area, inspired by these places and by the force generated moving your body. Yesterday our real goodbye, thankful for this small miracle that we lived and open for what the universe will bring us living in this flowing.
The key however is always living in the now, cause this is the only entrance for the rabbit hole.
This is only a taste of the adventures of the last weeks since my arrival in UK, stay tuned for other crazy stories!!

Alcune avventure Inglesi..

Come al solito è passato un pò dall'ultimo post che riguardava alcune avventure in Tanzania.
Ci sarebbe tanto altro da dire sul recente viaggio in Africa, e mi piacerebbe farlo anche perchè ci sono delle storie davvero uniche come quella del mio rapimento a Dar es Salaam. Tuttavia in questo momento da qualche settimana sono in Inghilterra per lavoro, e anche qui, le avventure non me le faccio mancare. Racconto quindi nei prossimi post quello che è successo in questo breve periodo perchè credo sia frutto di un attitudine che è secondo me davvero importante nell'avventura della vita.


--------------------------------------------------ENGLISH----------------------------------------------------------

As always it's been a while since the last post talking about some adventures in Tanzania.
There are much more to say about my recent trip in Africa, and i'd like to do it cause some of the stories are unique, especially the one about my being kidnapped in Dar es Salaam. However in this moment i'm in the UK for work since some week, and here also i'm not missing adventures. I'll tell then in the next posts what happened in these brief periodo here, cause i really think this talks about an attitude that it may be very important in the adventure of life.