mercoledì 6 giugno 2018

Cioè che davvero importa..


29 Maggio 2018, Lusaka - Zambia

Finalmente in treno, ora in viaggio da circa tre ore!! Direzione Livingstone!!




Lasciare Lusaka è un mix di emozioni, davvero.
Guardo attraverso le finestre della mia cuccetta e rivedo la mia Africa nelle campagne dorate dalla luce del tramonto. Dopo 23 notti passate all'ostello sento il bisogno di riconnettermi con la semplicità e la forza dell'Africa semplice, ruspante, vera. Quella forza che ti entra come un pugno, ma che non ha i veli e i manierismi di una grande capitale internazione, seppure sempre Africana.

Questo periodo è stato davvero intenso. Di certo non banale.
Non l'avevo scritto per non creare inutili preoccupazioni e anche perchè sapevo essere una stupidaggine e solo questione di tempo, ma dopo la malaria appena credevo di essere del tutto guarito avevo avuto una ricaduta.
Tornava la febbre e il malessere e il pensiero andava subito alla malaria. Tuttavia tornando alla clinica mi confermavano che la malaria era del tutto sparita, in compenso a causarmi quel malessere era la bilarzia, una parassitosi che si prende nei laghi e nei fiumi. Niente paura, bastano 6 pastiglie da prendere nel giro di 36 ore, tuttavia la cosa mi ha allettato per altri quattro giorni prima di tornare davvero in forze. Di certo la combinazione di malaria più bilarzia non ha aiutato anche perchè erano due parassitosi in contemporanea.

Ora finalmente sto davvero bene, e vedo con grande ludicità quanto meravigliosa e stupefacente sia la salute. Uhm..ma un momento cos'è la salute? La salute è quando diamo per scontato il nostro corpo e la nostra psiche perchè non "si fannno sentire" e quando un organo o uno strumento funziona perfettamente e non si fa sentire appunto, non lo si nota. Diamo questa salute per scontata e ci carichiamo di stress da un lato, e strozziamo ogni possibile vitalità fisico/psichica/spirituale dall'altro. Tutto ciò in nome di una mente che ha preso il sopravvento e per la quale le cose importanti della vita vanno in senso diametralmente opposto da una qualsiasi ricerca della slaute sia fisica, che addiritura mentale. Auto-sabotaggio insomma. Chi più chi meno, ognuno a modo proprio, ma pure sempre auto-sabotaggio.
Mentre stavo male, vedevo chiaramente come quello stato gettasse un velo grigio, di tristezza e depressione nella mia mente. Tutto era difficile, non appetibile, la vita stessa appariva un fardello invece che un opportunità. Ho meditato. Disteso nel letto al caldo dirigevo la mia attenzione al corpo mandandogli presenza, consapevolezza, amore. In quei brevi istanti in cui trovavo una perfetta concentrazione, il disagio spariva, il velo si alzava e tornava la speranza, il senso del piacere. Tuttavia seppur durasse poco mi ha insegnato che il corpo ha una sua intelligenza e non è un freddo e stupido organismo meccanico.
Il primo giorno in cui, durante la malaria, iniziavo a star meglio, ho avuto un improvviso bagliore di benessere mentale, di speranza, era come aver visto la luce dopo giorni di buio.

Vi racconto questo per dire che davvero, dovremmo mettere la nostra salute fisico/mentale al primo posto in assoluto. Dove potremo mai andare con una macchina logora e che può lasciarti a piedi da un momento all'altro??

Ripassate mentalmente i momenti della vostra vita in cui siete stati malati, come stavate, cosa provavate e pensavate. E non parlo di acciacchi vari e assortiti, ma pesanti e acute condizioni fisiche che vi mettono a letto perdendo ogni appetito per la vita. Ecco ora tornate al momento presente, e godetevi la forza vitale che vi scorre dentro, celbratela e sentitevi fortunati, grati!!

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