martedì 24 novembre 2015

Pandora's box..

I finally finished the translation and correction of my old post "Il vaso di Pandora" with some help from Engish speaker friends.. So enjoy the read!!

I suggest to listen to these two songs while reading, cause they have been inspiring me in that moments..

"What's on your mind?" keeps asking facebook.. i often look at this phrase that stands out and wait with great patience for my answer. It makes me smile, because sometimes i don't really know where to start. Fleeting emotions and reflections, litghtning that links and light up inner worlds seemingly far and unconnected. In an instant, past, present and future merge together and time reveals its self for what it really is... an illusion. The membrane seperating these worlds breaks up, and now i feel like a walking chronological puzzle. In this period i feel like a funambilist who walks on the razor edge..don't cut yourself, don't fall and yet enjoy the amazing landscape all around..succeeding is an art. Life sometimes puts your head inside a particle accelerator, and everything becomes so intense, so deep and fast that it hurts, but at the same time makes you feel so vibrant and alive. A basic rule to resist the strongest wind is to simply let yourself move with it. Going with the flow and letting it guide you without stiffness. Simple uh? Not at all!! Because in all this one's mind plays tricks, and some things are really hard to swallow. New and old wounds, reflections of strengths and vitality in a soul that sometimes forgets that it can fly.
However i flow...i move with the wind. My presence here is already history, like an already written chapter. Like Bastian i'm reading and writing at the same time. Sometimes i'm Atreiu, others i seem to be Bastian who reads in the attic in the warmth of his blanket and enjoying the story. It's a fine line, who reads and who writes? This is the magic of traveling..is like going back to the source, peeking into the reality's engine room, seeing how consciousness "unfolds", metabolizes and creates. Daily routine makes us think life is static, a word that doesn't exist in Nature and God's dictionary. But in this way we miss that magic, and step away from the source. So let's peek in that engine room, write the book we are reading and dive in our role.
I'm been here three weeks now and it feels like home. It's always a great emotion to say that, and is never banal been able to feel like home in such a far away and different place that, only one month ago, was for me just a name and a random spot on a map. I'm in Africa and i feel grounded, at ease, and "in my little" par of this world. Sure part of the secret is to train your sight, to see not only differences, but also equalities, and there really are a lot. Differences are just details, surely important and worthy of respect, but they are not the focal point. The centroid of everything in the end is not really "how", but "why". The "why" is the engine, the thrust of life which doens't have smell and taste at the origin, but it manifests itself in thousand colours, fragrances, races and people, following like a stream paths marked by history, events, suffering, instinct and intuition. Is without this filter that we can have, even for a few moments, the luck of seeing the "code", seeing things for what they really are..and so that we are all the same, unique and diverse reflections of the same light at the source. Indeed we are always dealing with those differences, but for the truth is also what we need.. diversity scares us, but it generates energy, question us and allow us to enter in the unknow which is fraught with possibilities. Like a quantum potential ready to react and manifest. Since the beginning of time nature has utilized cross breading to make species stronger, because this creates new variables, new possibilites and rules. Exposing yourself to different cultures, colours, fragrances and situations makes us stronger because we add new ingredients to our personal formula, new colours to our palette.
I walk around the city, at the market. Cross smiles and glances. I greet with a wave of the hand the varoius "muzzungu" that children scream to me and they explode in huge smiles and excitement that fufill my soul. Connecting with this people is wonderful. At the market i laugh and joke with a woman who sells me tomatoes and carrots. A second and then a third lady come and it seems to me i have always known them. I can feel that between us, perfect strangers, something connect us despite the big differences..like a wire that links to the neutral source, driving force of everything. 
I take a breath, i look around while listening an evocative song. In this emotion i return to this moment, and all the past and present me re-merges in the "here and the now", giving back shape to this white fragmented biped who's trying to understand who he is and where he's going.

sabato 7 novembre 2015

Gioia Infinita


"L'onda lunga dell'asfalto scaccia le parole.." così inizia una stupenda canzone dei Negrita che quasi come un mantra ascolto mentre guardo il paesaggio. Tutt'attorno nuvole bianchissime attaccate come adesivi su un cielo blu intenso. Sono lungo la statale che collega Kampala a Fort Portal.. e cammino.


Cammino lungo quest'onda lunga e trovo anche la mia di onda, quella interiore che aspetto sempre e che cerco in ogni cosa che faccio. La trovo, è potente, spumeggiante, una delle più forti di sempre. "Scosse forti all'anima che nessuno scorderà più" continua "Gioia infinita" dei Negrita. Tutto è perfetto, assolutamente perfetto, anche il dolore, i ricordi duri da mandare giù, l'amaro in bocca, tutto si mescola come i colori dell'arcobaleno e le emozioni perdono quel valore egoista e frammentato e vanno a formare un unica fonte, un unica luce bianca. E' entusiasmo, è pienezza. Entusiasmo significa "essere pieni di dio" ed è un motore importante, un canale da aprire e dal quale ricevere nutrimento. Sto facendo autostop per raggiungere Fort Portal. Ho già ricevuto due passaggi, il secondo davvero bello e divertente. Un van con 6 7 persone con le quali inizio a praticare un po di Luganda, la lingua più diffusa in Uganda e che fino ad ora non avevo mai davvero studiato. Ci divertiamo un sacco e loro sono super disponibili e curiosi di insegnarmi qualcosa. Arrivati alla loro destinazione mi fanno scendere, sono calorosi e mi danno consigli e raccomandazioni. Rimetto su gli auricolari e riparte il mantra. "L'onda lunga dell'asfalto scaccia le parole.." e inizio a camminare. Sono lontanissimo dalla meta, mancano almeno 250km ed è circa l'una e mezza. Ma non mi importa nulla. Mi rendo subito conto della differenza di prospettiva che sto avendo oggi. Di solito un viaggio di 300 e passa km si affronta partendo presto, prendendo un bus o un mezzo simile e spegnendo la mente mentre si guarda il paesaggio. Anche un viaggio di 5 ore può essere stancante, con le gambe e la schiena che si bloccano per le tante ore fermi. Soprattutto in questi paesi i bus e i mezzi sono tutt'altro che comodi e spesso si passano 5 ore pigiati gli uni contro gli altri. Oggi no, oggi voglio camminare, godermi il paesaggio che in un viaggio normale viene inghiottito dal finestrino e passa troppo rapidamente. Oggi voglio immergermi in quel paesaggio che di solito scorre come un film, oggi voglio essere protagonista. E allora sceso da questo secondo passaggio inizio a camminare. Parte il mantra e tutto diventa perfetto. Passo a fianco innumerevoli casupole, bambini e abitanti impegnati nei più disparati lavoretti e attività. Tutti immancabilmente si fermano e iniziano a guardarmi, salutarmi, spesso chiedermi dove vado. Alla risposta "Vado a Fort Portal" partono stupori, risate e forse dubbi sul mio stato di salute mentale. D'altronde guardatemi da fuori..immaginate un muzzungu (uomo bianco) che carico del suo zainone e zainetto frontale avanza sculettando a ritmo di musica, canticchiando e con un espressione ebete in faccia e che saluta a destra e a manca a mo di papa. Sicuramente qualcosa che ti fa sospendere per un momento qualsiasi attività. Ma io sono in estasi, mi godo il paesaggio e la libertà di non avere orari, appuntamenti e di non aver paura di essere qui in mezzo al nulla senza pregare per il prossimo passaggio. Vada come vada, oggi nulla, neppure la pioggia può cambiare il mio buon mood, oggi sono roccia, acqua, cielo, vento..anima. Nulla neppure i ricordi più amari mi possono contaminare, perché ho il rubinetto spalancato, la fonte sgorga e neutralizza tutto, equilibria, nutre e mi protegge. Ed ecco che un viaggio che di solito è una parentesi che si aspetta passi con pazienza, diventa un opportunità, una giornata piena e attiva da portare a casa e mettere tra i ricordi più belli. Magico anche godere soli di questa sintonia, sapere di bastare a se stessi per poter vivere questi momenti. Se stessi con la complicità della natura e della musica.
Cammino, ballo, canto, saluto tutti e tutti mi salutano con entusiasmo. Mi passa a fianco un boda (moto taxi) mi chiede dove vado e gli dico Fort Portal, spalanca gli occhi e chiede "camminando???" Io rispondo "certo" e mi metto a ridere, ride anche lui e ci troviamo a ridere assieme darsi il pugno e poi salutarci. Il vento mi accarezza e nonostante il peso dello zaino mi sembra di sollevarmi e poter volare. Negli ultimi tempi mi sto muovendo per il paese come una trottola..per trovare amici, visitare persone conosciute in altri contesti.. mi pare quasi un sogno. Giro libero leggero e ora vado verso ovest, dove mi trovo con due cari amici volontari che non vedo da un paio di settimane. Abbiamo condiviso molto per un mese, e ora dopo due settimane ci rincontriamo per fare delle camminate in montagna assieme. Questo paese mi pare un salotto. O forse meglio ancora, è la mia mente che mi pare un salotto, e mi fa sembrare tutto facile, tutto possibile.
Ricevo un terzo passaggio da due ragazzi, lui Cinese che lavora in quella zona da un anno, lei Ugandese di Kampala. Due personaggi, lui mi offre una bevanda cinese in bottiglia, si chiacchiera e si scherza. Mi fanno fare circa 50 km, dopodiché ci salutiamo e lui mi chiede preoccupato se ho soldi per il bus. Gli dico si che ne ho, ma che voglio provare di nuovo a fare auto stop. Ok, mi salutano e fanno per partire..quando all'improvviso esce lei di corsa con in mano la bottiglia di intruglio cinese e dei soldi. Io faccio per rifiutare e lei dice che è lui che vuole darmeli. Vado al finestrino e gli dico che non li voglio, lui insiste e al volo ci scambiamo i contatti. Ci salutiamo e prometto che ci rivedremo e offrirò da bere. Poi mi incammino e guardo i soldi...sono 40000 scellini!! più di 10 euro!! Se pensiamo che il bus da Kampala a Fort Portal costerebbe 30000 in pratica oggi ho addirittura guadagnato! Assurdo, però penso che è così che va, quando non ci si aspetta nulla da nessuno e si prende ciò che arriva lasciandosi fluire. E di cose ne arrivano.


E' da quando son partito che ne arrivano, ogni qual volta mi lascio andare si apre un portale magico e arriva qualche dono. Certo non è sempre facile e spesso mi irrigidisco, mi contraggo e divento rigido, freddo e facile a rompermi. Ma la vita insegna e l'unica direzione possibile è quella del fluire, tutte le altre portano dolore, sofferenza. E allora per quanto difficile, almeno la direzione è chiara, e seppur una meta lontana, avere una "meta" vuol dire essere già a "meta" strada..

Dopo l'ultimo passaggio, camminando incrocio degli agenti della polizia stradale. Mi fanno le stesse domande di tutti, si chiacchiera e parte qualche risata, dopo di che li saluto e mi incammino. Appena fuori dalla loro vista ricomincio con il dito sperando in qualche altro strappo. Arriva una macchina bianca e si ferma..bingo penso!! Apre il finestrino e... sono i poliziotti che ridendo mi chiedono se mi sono già stancato, e mi fanno cenno di montare perché mi portano alla prossima cittadina dalla quale partono i bus. In macchina si ride, si scherza e si finisce per scambiarci i numeri perché vogliono restare in contatto con me e perché se ho bisogno di qualsiasi cosa posso chiamarli e contare su di loro. Assurdo!!
Alla cittadina mi rendo conto che il tempo sta cambiando e penso che già nell'ultima mezzora non passava quasi più nessuno nella statale..e allora contento e soddisfatto per l'esperienza decido di prendere il bus per la seconda metà del percorso.

Una volta a destinazione conto le ore di viaggio..ben 9!! Partito a mezzogiorno e arrivato alle 21!! Ma come immaginavo, non mi sento per nulla stanco, anzi al contrario carico come una molla..e già so che questa sarà sempre la mia modalità di viaggio in futuro.
Si chiude così questa giornata perfetta, un vero regalo e un occasione per bere ancora una volta dalla fonte, e fissare nella memoria quei momenti e quella modalità per cercare di restare sintonizzati in quell'onda.

sabato 31 ottobre 2015

Come un fiume sotterraneo...

Quante dimensioni esistono nella realtà? Quanti livelli di lettura ci sono?

La realtà è come un libro il quale messaggio ha vari livelli di profondità. Può essere letto come una storia, come un romanzo, con tutti i suoi personaggi e avvenimenti. Può però dare anche degli insegnamenti profondi nascosti tra le pieghe di una semplice storia. E infine, raggiunta la massima profondità può condurre a quel nucleo attorno al quale gira tutto e che non è visibile agli occhi fisici, ai sensi fisici. In questo livello diventi tu l'autore di quel libro, e il libro diventa magico e parla di te. Diventi scrittore e lettore allo stesso tempo. Un concetto questo che sento e vivo ogni giorno, soprattutto qui in viaggio e per questo torno a toccarlo anche in questo post. Soprattutto direi in questo "post" in cui sono ora, di fronte al lago più importante dell'Africa, il lago Victoria.


Sono approdato qua come prima tappa di questa nuova fase, cioè il mio viaggiare solo e indipendente per un po. Sta letteralmente diluviando nel momento in cui scrivo e poco fa guardando la pioggia cadere e increspare la superficie del lago, che poco prima era piatta come un biliardo, penso alla realtà e ai livelli che contiene e che ci sfuggono continuamente. Noi tendiamo a passare sopra i momenti, agli istanti, con un carro armato, esagitati e famelici di nuovi momenti che di nuovo calpesteremo nella nostra corsa sfrenata. E' come quando si mangia una portata e spesso si pensa alla seguente senza ricordarsi di gustare quella che abbiamo sotto il naso. Siamo proiettati sempre nel prossimo istante, perdendo la magia e il messaggio che contiene quello presente, che appunto è un "presente"  cioè un dono. È Il famoso qui ed ora. Bene è proprio in un posto dove c'è ben poco da fare, molta natura e tempo da spendere che ci si rende conto di quanto siamo incapaci di fermare tutto, di fermare il mondo, il nostro mondo interiore che determina poi quello esteriore. Ogni istante la nostra mente ci racconta una storia partendo dagli stimoli che le arrivano dal mondo esterno. Suoni, odori, immagini e situazioni..ha davvero tutto il meglio per raccontarci la nostra storia, per dirci come dobbiamo reagire a questi stimoli. Ed ecco pronta sfornata la realtà, la nostra personale realtà che è fatta di considerazioni e sensazioni che solo noi viviamo. Ma la mente ha bisogno di continui stimoli, per continuare a raccontare la sua storia, la sua illusione, per continuare a mantenerci distratti e lontani da quel livello profondo che scorre come un fiume sotto il velo della realtà più superficiale. La mente si stanca degli stessi stimoli e allora per vendicarsi inizia a proiettare immagini dal suo immenso repertorio accumulato durante un intera vita. Ed ecco che arrivano emozioni contrastanti di insoddisfazione, di nervosismo e desiderio di stimoli, di adrenalina per potersi sentire vivi, attivi. Ecco che quello che fino a poco fa era un posto magico e perfetto per ritrovarsi può diventare un posto scomodo, una piccola prigione dalla quale si inizia già a pensare di scappare. Ma è qui che arriva il bello, è superando questa fase iniziale che inizia la magia. Viaggiare in fondo è anche questo, non solo fisicamente, attraversando terre e dormendo ogni notte sotto una nuova luna. Viaggiare è anche viaggiare dentro noi stessi, scivolare nelle nostre profondità e portare luce li in fondo, aiutati dal ritmo del viaggio, dalle riflessioni che ti induce a fare e dalle proiezioni di noi stessi che tornano a noi riflesse dagli altri. Ieri prima di pranzo c'era un sole stupendo, all'orizzonte delle bianchissime enormi e soffici nuvole illuminate dal sole.


Le nuvole, ahhh che splendore!! Ho passato tutta la vita ad ammirarle, soprattutto quelle enormi e pannose illuminate dalla luce del sole specialmente al tramonto. Ho sognato spesso di poterci volare attorno e attraverso, e una volta stanco sedermi su una di queste a guardare un tramonto infuocato e il sole scendere e venir inghiottito dall'orizzonte. Le nuvole... stupendo esempio di qualcosa in eterno mutamento, mai statiche e fisse. Quanti di noi abbiamo passato a volte momenti interminabili distesi su un prato con gli amici a vedere le forme più curiose e strane che via via prendevano, e a notare come da una figura si trasformavano in tutt'altro...magia!! Ieri guardavo questo paesaggio e riflettevo sul viaggio che sto facendo, sul mio presente in questo posto. Da pochi giorni ho lasciato Mbale, cittadina che è stata la mia casa per oltre un mese, e dopo tre stupendi giorni con un amica a Kampala eccomi approdato in questo angolo di paradiso. E qui, ispirato dal paesaggio godo del mio presente e cerco di smontare il futuro. Quel futuro che la mente appunto proietta di continuo, facendoti sentire sulle spine, in ritardo con progetti, idee e tutto il resto. Penso a come è iniziato questo viaggio, più come modo per salvarmi, reagire e tornare in piedi dopo una grande batosta. E oro vedo me, qui in Africa di fronte al lago Victoria, a studiare Swahili, a godere di un presente pregno di emozioni e non sentirmi troppo preoccupato per la prossima tappa.
Come molti sanno non ho un biglietto di ritorno per ora..e per il momento non ho neppure voluto guardare i voli e pensare ad una data anche se pensavo di tornare per Natale. Ci penso mentre guardo il paesaggio e di colpo, come per magia la mente si fa da parte, seguo con lo sguardo uccelli che si rincorrono sopra al lago, vedo un aquila sopra un ramo a 2 metri da me..divento un semplice osservatore e penso cosa possa voler di più un essere umano. E allora mi chiedo..ma chi me lo fa fare a tornare? Forse dovrei star qui finché sento di aver preso abbastanza, forse c'è qualcosa per me qui, ed è forse per quello che sono venuto. La vita è ironica e il viaggio ne è la rappresentazione massima. Mi sto lasciando attraversare da tutto, plasmare e trasportare dalla corrente, questo è quello che sento ed è una sensazione pazzesca, da brivido, come mai ho provato finora, perché in viaggio da solo ho a volte un po "stretto i denti" pensando al ritorno. Ora no, sono in volo, già immischiato in persone, posti, situazioni, e già non sono più lo stesso e anche con un biglietto in mano so già che non torno veramente. Questo è il mood in cui voglio stare per ora, e vivere questa mia presenza qui come non ci fosse un domani, renderla infinita e "vita", come stessi qui per sempre.


Per concludere vi lascio con un passaggio dal libro "La storia infinita" capolavoro che contiene appunto diversi livelli di profondità messi assieme ad arte, e che in questo passaggio rappresenta perfettamente quello che sto vivendo in questo momento.

Premessa: Bastiano è nel deserto multicolore di Goab, nato dal bosco Perelun che lui stesso ha "creato" e parla con Graogramàn il possente leone padrone del deserto.

<<Posso farti una domanda, Graogramàn?>> disse dopo un lungo silenzio. <<Il tuo servo ti ascolta>>, fu la risposta del leone. <<Sei davvero qui da sempre?>>  <<Da sempre>>, confermò Graogramàn. <<E il deserto di Goab, anche quello è sempre esistito?>>  <<Si, anche il deserto. Perché me lo domani?>> Bastiano rifletté un po. <<Non capisco>> ammise infine. <<Avrei giurato che esiste soltanto da ieri mattina.>>  <<Che cosa intendi dire, mio signore?>> E allora Bastiano gli raccontò tutto quello che gli era capitato da quando aveva incontrato Fiordiluna. <<E' tutto così strano>>, concluse, <<mi salta in mente un qualsiasi desiderio e subito succede qualcosa che lo esaudisce. Ma non è che io desideri esattamente le cose che succedono, capisci? Non lo potrei neppure. Mai sarei stato capace di inventarmi tutte le piante notturne di Perelun. O i colori di Goab... oppure te! Tutto è molto più grandioso e insieme più reale di come lo potrei mai immaginare. E nondimeno, tutto si traduce in realtà dopo che l'ho in qualche modo desiderato.>> <<Questo succede perché porti AURYN, lo splendore>>, rispose il leone. <<Ma c'è un'altra cosa che non riesco a capire>>, cercò ancora di spiegare Bastiano. <<Tutto comincia a esistere solo dopo che l'ho desiderato? Oppure c'era già e io l'ho soltanto evocato?>>  <<Entrambe le cose>>, disse Graogramàn. <<Ma come può accadere?>> esclamò Bastiano con una certa impazienza. <<Tu sei già qui nel Deserto Colorato di Goab da chissà quanto tempo. La camera nel tuo palazzo era lì ad aspettarmi da sempre. La spada Sikanda mi era destinata da tempo immemorabile. Tutte queste cose le hai dette tu stesso!>> <<Ma è così, mio signore!>> <<Ma io, io in Fantàsia ci sono soltanto dalla notte scorsa! Allora non è vero che tutto esiste soltanto da quando io sono qui!>> <<Signore>>, rispose il leone con molta calma, <<ma tu non sai che Fantàsia è il regno delle Storie? Una Storia può essere nuova eppure raccontare di tempi immemorabili. Il passato nasce con lei.>> <<In tal caso anche Perelun dovrebbe esserci già stato da sempre>>, ribattè Bastiano perplesso. <<Dal momento che tu gli hai dato un nome, mio signore>>, replicò Graogramàn, <<è esistito da sempre.>> <<Vuoi dire che sono stato io a crearlo?>> Il leone restò un momento in silenzio e infine rispose: <<Questo te lo può dire soltanto l'Infanta Imperatrice. E' da lei che tu hai ricevuto ogni cosa>>.

lunedì 26 ottobre 2015

Leviamo l'ancora..

Non scrivo da un po' e dovrò aggiornare, lo farò a breve. Ora però un piccolo aggiornamento in tempo reale..

"..appena gustato un ottima "Engera", piatto tipico Etiope. È uscito il sole dopo una mattina di pioggia torrenziale e tra poco prenderò il ferry per le Ssese Islands, stupende isole sul lago Victoria. Inizia ora il vero viaggio, la benefica solitudine e ritmo interiore che cercavo, del quale ho tanto bisogno. Scopro così la dimensione tra solitudine e compagnia, tra apertura e chiusura, riflessione. Porto con me in questa solitudine gli amici conosciuti e anche qualcosa in più, solo ma a bagno nella moltitudine che vive dentro me. Tutto sempre intriso di un "certo qualcuno", forse dedicato o forse stramaledetto, non ha importanza.. nodi che vanno sciolti. Ora zaino in spalla e si parte, il resto è già storia"

venerdì 9 ottobre 2015

Vaso di pandora..

Consiglio l'ascolto di un paio di canzoni nella lettura di questo testo, perché hanno fatto da sottofondo in questi giorni e nella stesura del pezzo..

"A cosa stai pensando?" Mi chiede facebook.. guardo spesso questa scritta che campeggia e se ne sta li con gran pazienza ad aspettare una risposta. Mi scappa un sorriso, perché a volte davvero non saprei da dove partire. Le emozioni, le riflessioni sono a volte fugaci, un fulmine che collega e illumina mondi interiori lontani e apparentemente scollegati. In un istante passato presente e futuro si mescolano e il tempo si rivela per quello che è..un illusione. La membrana che separa questi mondi si rompe e ora mi sento un rebus cronologico che cammina. In questo periodo mi pare di essere un funambolo, che cammina sul filo di un rasoio..non tagliarsi, non cadere e godersi intanto il panorama stupendo tutto attorno...riuscirci è arte. La vita a volte ti mette la testa dentro un acceleratore di particelle, e tutto diventa così intenso, così profondo e veloce che fa male, ma fa anche sentire estremamente vivi. Una regola fondamentale per non rompersi sotto la forza del vento è oscillare con esso. Seguirne il flusso e lasciarsi portare senza ridigità. Facile eh? Proprio per niente!! Perché in tutto questo c'è anche la mente che fa brutti scherzi, e poi cose che davvero, son dure da mandar giù. Ferite nuove e vecchie; riflessi di forza e vitalità in un anima che a volte scorda di saper volare.
Tuttavia seguo quel flusso, oscillo col vento. Il mio essere qua è già storia, è già un capitolo scritto, che come Bastian sto leggendo e scrivendo allo stesso tempo. A volte sono Atreiu, altre mi pare di essere Bastian nella sua soffitta al calduccio della copertina che si gode la storia. Ma il confine è labile, chi scrive e chi legge? La magia del Viaggio è questa..è come andare alla sorgente, sbirciare nella sala macchine della realtà, vedere come si "srotola" la coscienza e come crea e metabolizza. La routine della vita quotidiana ci da l'impressione di staticità, una parola che nel vocabolario della natura, di Dio non esiste. Esiste però la capacità di adattamento, nel quale l'essere umano eccelle e della quale ci si scorda troppo spesso. Sbirciare in quella sala macchine, scrivere il copione che stiamo leggendo e tuffarsi nella parte. Sono qui da tre settimane, e mi sento a casa. E' sempre una grande emozione poterlo dire. E non è per nulla banale, poter dire di essere a casa in un posto così diverso e lontano, che solo fino ad un mese fa era per me solo un nome e un punto nella mappa. Sono in Africa, e mi sento a casa, a mio agio e, nel mio piccolo, parte di questo mondo. Di certo il segreto sta nell'allenare l'occhio, a vedere non tanto le differenze, ma le uguaglianze, e ce ne sono davvero tante. Le differenze sono dettagli, certo importanti e degni di rispetto, ma non sono il punto focale. Il baricentro di tutto alla fine non è tanto il "come", ma il "perché". Il perché è il motore, la spinta di vita che non ha odore e sapore all'origine, ma si manifesta nei mille colori, profumi, riflessi della razze e dei popoli, seguendo come un fiume percorsi segnati da storia, eventi, dolore, istinto e intuito. E' senza questo filtro che si può avere per pochi istanti la fortuna di vedere il "codice", vedere le cose per quelle che sono..cioè che siamo tutti uguali, solo riflessi unici e diversi della stessa luce all'origine. Certo abbiamo a che fare di continuo con quelle differenze, quelle peculiarità, e in realtà è anche ciò che cerchiamo.. la diversità può far paura, ma genera energia, mette in discussione e fa entrare in quell'ignoto che è così gravido di possibilità. Come un potenziale quantico pronto a reagire e manifestare. Da sempre la natura usa l'incrocio per rafforzare la specie, perché così crea nuove variabili, nuove possibilità e anche regole. Esporsi a diverse culture, colori, odori e situazioni rafforza perché aggiungiamo ingredienti nuovi alla nostra formula personale, nuovi colori alla tavolozza.
Giro per la città, per il mercato. Incrocio sguardi e sorrisi. Saluto con un cenno gli svariati "muzzungu" che mi urlano i bambini e loro esplodono in enormi sorrisi e frenesia che mi riempiono l'anima. Connettersi con questo popolo è meraviglioso. Al mercato rido e scherzo con una signora che mi vende pomodori e carote. Si aggiunge una seconda e poi una terza e pare di conoscerle da sempre. Sento che tra noi, perfetti sconosciuti, c'è un filo che lega nonostante le enormi differenze..quel filo che porta alla fonte neutra, forza motrice di tutto. Faccio un sospiro, mi guardo attorno ascoltando una canzone evocativa. In questa emozione, ritorno al presente e tutti gli Ale passati e presenti si rifondono nel qui ed ora a ridare forma a questo bipede bianco frammentato che cerca di capire chi è e dove sta andando.

venerdì 25 settembre 2015

Progetto Sam

Giovedì 24 Settembre

Eccomi qui.. si lo so sono sparito..dopo un primo rush iniziale non ho più scritto e giustamente uno si chiede cosa diavolo sia successo. Beh innanzitutto sto imparando a vivere il blog in maniera molto più rilassata di una volta. La rigida regolarità e gli appuntamenti fissi a volte, almeno a me, mettono una certa ansia e rendono il tutto meccanico. A volte infatti capita che non ci sia molto da aggiungere ad un post che già da una perfetta immagine di eventi o emozioni. Mi piace quando scrivo sospinto da un emozione o da un forte bisogno di condividere qualcosa di unico che ho vissuto, e non riesco a scrivere solo per mera descrizione. Tuttavia ad essere sinceri una gran parte del perché non ho scritto in questi giorni, pur essendo ancora quelli iniziali e pieni di novità, era perché mi ero come bloccato. Dopo lo slancio iniziale che serve per tuffarsi in una realtà così nuova e forte, mi ero trovato dentro la solita e ben conosciuta palude delle malinconie dove, sabbie mobili di ricordi, riflessi interiori, tanti dubbi e una punta di pensiero ossessivo tirano il freno a mano e avanzare diventa impossibile. Ammettiamolo, è normale, sarebbe inumano essere sempre al massimo e non avere dubbi, soprattutto se in ballo nel pentolone ci sono umori ancora troppo freschi e attivi. Poi su questo mi conosco bene, e so già che ad ogni partenza da casa lo strappo è sempre doloroso e ci vuole un po di tempo per riassorbirlo. Poi di solito accade tutto da solo, ti svegli una mattina e ti sorprendi a chiamare casa il luogo che ti era sconosciuto solo fino a qualche giorno fa. La mente inizia ad abituarsi ai posti, la gente, e tesse una cartina interiore, legata a piccole routine quotidiane. E' fatta, questo è l'inizio della vera avventura e lo sfumarsi di quella malinconia. E qui, quella roccia che eravamo inizia a farsi porosa e lasciar filtrare il mondo che abbiamo attorno fino a impregnarsi e acquisire quella nuova realtà. Certo però è importante anche la compagnia, e nel mio caso devo ammettere che sono fortunato. I volontari con cui condivido la casa sono tutti bravi ragazzi e li considero già amici, visto gli scambi umani e profondi che già in breve tempo sono nati. Siamo molto coesi e sintonizzati, e questo da tanto il sapore di famiglia, di comunità e aiuta davvero tanto. Prima di continuare però dovrei forse spiegare meglio il progetto che stiamo aiutando. Tutto parte da helpx.net e workaway.info, i siti che già conosco bene da anni di viaggi e che permettono di trovare lavoro volontario, diciamo alla pari, in tutto il mondo. Qui c'è Freddie, un ragazzo Ugandese, che tramite quei siti accetta volontari da tutto il mondo, e che poi ospita a casa sua in cambio di un piccolo contributo spese. Freddie lavora nella tv e radio locali ed è conosciuto dappertutto in paese. Conosce varie realtà della zona ed è per questo la persona ideale per organizzare questo tipo di volontariato. Ogni volontario può scegliere il progetto che fa più per lui. Dall'insegnare inglese e altre materie ai bambini nelle scuole locali, a lavorare nelle fattorie biologiche in zone rurali, fino ad altri progetti che per ora non ho visitato. Per il momento ho lavorato solo nella fattoria di Sam che usa tutte tecniche dell'agricoltura biologica e questo lasciatemelo dire è pazzesco. Cioè dico, sono in Africa da un piccolo agricoltore locale e scoprire che usa tecniche della permacultura e agricoltura biologica, è come una boccata d'aria fresca!! Quando si va da Sam si usa come mezzo di trasporto i boda boda, cioè le moto taxi. Si esce dalla città e si entra nella campagna Africana con i suoi ritmi, la sua gente e si apre un mondo nuovo. La vita è semplicissima e tutto è a misura d'uomo, lento e umano. Passando a bordo del moto taxi si incontrano per la strada di terra battuta molti abitanti, spesso bambini che vivono in case lungo la strada. Appena vedono arrivare le moto si appostano armati dei loro migliori sorrisi, e con la mano che fa "ciao" gridano "muzzungu!!" che vuol dire "uomo bianco". Lungo la strada sterrata ci sono continui gruppetti di bimbi che ci accolgono in questo modo, a volte pare di essere una qualche celebrità. Adulti e ragazzi più grandi invece hanno sempre delle espressioni durissime, ma che si sciolgono in un mega sorriso dai denti super bianchi appena li saluti con la mano. Stessa cosa per ragazze, signore e anziane. Tutti ci fanno le feste e i bambini vogliono toccarci, studiarci forse..ma di certo con un cuore e una spontaneità uniche. Sam ha vari progetti per la sua fattoria e anche per altre parti della comunità. E' una specie di riferimento per la comunità "Mugiti" e ha progetti di migliorare le sue strutture per beneficio della comunità stessa. In questi giorni lo abbiamo aiutato a portare cariolate di terra fangosa dalla stradina principale fino alla fattoria per costruire una doccia, che servirà per gli abitanti come anche per i volontari che di tanto in tanto si fermerebbero a vivere e lavorare da lui. E' davvero ispirante scoprirlo seguire molti concetti dell'agricoltura biologica. Parla di compostaggio, di sinergia tra piante e ha progetti come quello di iniziare l'apicoltura. Questo sarebbe grandioso per l'entrata economica che la produzione del miele offrirebbe e ancor più per il valore nutritivo nei confronti dei membri della comunità. Ma non solo, Sam sa bene che le api renderebbero tutta la fattoria più fertile attraverso l'impollinazione e anche questo è fondamentale. Qui stiamo parlando di permacultura, argomenti forse conosciuti da sempre ma che solo in tempi recenti stanno venendo riscoperti dalle nostre parti mettendo da parte le dannose produzioni di massa. Ma Sam ha tanti altri progetti come appunto l'espansione delle sue e altre strutture della comunità. Allora parlando con lui ci è venuto in mente di raccogliere dei soldi per aiutarlo a finanziare questi progetti. Soprattutto dopo la mia esperienza con indiegogo in Centro America ho pensato che la cosa fosse davvero fattibile e che aiutasse a far conoscere questa realtà e questo lavoro anche al di fuori dei volontari che passano di qua. Con entusiasmo abbiamo tutti aderito all'idea e ci siamo messi all'opera. Abbiamo discusso i dettagli del progetto con Sam e ci siamo fatti un idea di quello di cui ci sarebbe bisogno. Nella lista ci sarebbe la doccia, una casetta per il pollame, i materiali necessari per far partire l'apicoltura, cementare varie zone importanti che sono ancora in terra battuta e tanti strumenti tra i quali carriole, taniche per trasportare l'acqua dal pozzo per le famiglie locali e altro. Sam era profondamente grato per l'idea e il giorno dopo ha riunito molte famiglie per spiegare loro il progetto e iniziare a fare dei video e foto da usare come testimonianza della raccolta fondi. Questa infatti avverrà online tramite un sito che ospita questi eventi, e dovrà avere un video come presentazione del progetto. Il giorno dopo siamo tornati da lui ed è il giorno in cui ho vissuto le emozioni più forti dopo quel primo giorno del festival dove ballavano tutti sotto la pioggia. Arriviamo la mattina e Sam ha già riunito molta gente tra cui molti bambini. Ci incamminiamo verso una zona che ci vuole mostrare e mi piace tanto quello che vedo. Mi giro e c'è questo biscione di persone, bambini che ridono e scherzano e ci girano attorno, donne vestite con abiti tipici e gli uomini che sono sempre un po per conto loro tutti aggregati. E' una realtà semplicissima, la gente sembra felice e tanto spontanea e i bambini cercano il contatto per pura curiosità non perché si aspettino qualcosa in cambio. Documentiamo il momento con tanti video e foto, e dopo il discorso di Sam alla comunità un gruppo di 5 ragazzine ci offre uno spettacolino in cui cantano e ballano. Sono meravigliose e si sente un vero entusiasmo in tutto quello che fanno. Mi guardo attorno e mi ripeto "Sono in Africa", mi emoziono e commuovo ascoltando le bimbe che cantano e ballano, qui è davvero Africa e scopro della gente semplice e bella della quale solo fino a solo una settimana fa ignoravo completamente l'esistenza. Torniamo da Sam e passiamo la mattina a discutere dei dettagli e fare i conti dei fondi necessari. Un gruppo di bambini del luogo è sotto l'albero del Jack Fruit che ne mangia i frutti e in una pausa andiamo da loro per conoscerli. Partono balli, giochi improvvisati, foto e video di gruppo e ci troviamo avvolti da queste forze della natura. Più tardi alcuni di questi bimbi verranno dopo pranzo a fare un ballo e un canto per noi. Un momento per me commovente, con il testo della canzone che fa tipo "siamo onorati di ricevervi e così contenti che siate qui con noi". Un ragazzino, forse il leader del gruppetto si lancia in un solo di ballo e ancora una volta resto a bocca aperta per il talento che hanno questi esseri umani per il ballo, la musica e l'entusiasmo. C'è da tanto da imparare e sono io ad essere onorato, più di loro, di essere qua e fare da testimone a questa realtà. Prima di andare via facciamo un ulteriore giro e passando vicino una casa sento il suono come di uno xilofono. Mi avvicino e sono dei bambini che con dei rametti pestano su gli enormi tasti di uno xilofono artigianale fatto in legno. Suonano da dio, tutti a tempo, con ritmi non proprio basici.. ulteriore stoccata al presuntuoso uomo bianco e ammirazione per loro. Questo popolo, con le risorse che ha, con la forza e vitalità che ha potrebbe "farci tutti neri" e  forse sarebbe proprio un bell'augurio.

sabato 19 settembre 2015

Raggi tra le nubi, pioggia e anime che danzano

Sabato 19,

Festival "Miss Teen" al centro sportivo di Mbale

Mi sveglio col gallo che canta, provo a dormire ma poco dopo si svegliano i miei compagni di stanza e non ci riesco più. Resto comunque a letto rilassato. Dormo un altro pochino e quando mi sveglio mi presento ai ragazzi, visto che ieri sera già dormivano quando sono arrivato. David Australiano, Duncan della Nuova Zelanda, Sean e Danielle di New York e Miguel Colombiano. Io dormo in stanza con David e Duncan. Con tutti sento fin dal principio una buona vibrazione, sono tutti bravi ragazzi e mi sento già in famiglia. Capisco che come sempre sono fortunato perché essendo Sabato, oggi e domani non si lavora e avrò quindi il tempo di ambientarmi. Scopro inoltre che a parte Duncan un po tutti sono arrivati una o due settimane fa. Duncan, il più giovane ha 19 anni ma è super maturo e piacevole come persona. Mi racconta di essere qui la Luglio ma di aver fatto tre settimane di viaggio da solo nella zona e che quindi non è poi da molto nel progetto. Dice che la prende più come un viaggio che come lavoro di volontariato, a conferma di quello che avevo sentito e cioè che è davvero tutto molto flessibile e ognuno può viverla come meglio si sente. Tutti parlano di un evento in un campo sportivo ma non capisco bene chi va, e a che ora. Ovviamente essendo appena arrivato mi accodo e dopo un certo tempo di svacco ci incamminiamo per primi Duncan ed io. Il posto è molto carino, con vari piccoli alberi sotto cui ripararsi dal sole e con dei gazebo e tettoie. C'è poca gente e non sto capendo cosa deve succedere, sento solo dire che dovrebbe iniziare tutto alle 11.30 ma che come al solito sta ritardando. Ricordo a tutti il famoso "Hakuna Matata" soprattutto perché io, fresco di arrivo, in questo momento sopporto tutto e non ho nessuna aspettativa. Inizia ad arrivare gente, studenti delle superiori a quanto pare. Ad un certo punto mi si avvicina un bimbo di 6 anni e inizio un po a giocare con lui. Non l'avessi mai fatto, è finita che per tutta la giornata mi ha adottato ed è stato la mia ombra. Inizia finalmente l'evento, che apprendo essere un concorso chiamato "Miss-teen" cioè Miss adolescente di Mbale, nel quale le ragazze esibiscono le loro doti, di danza, recitazione e personalità e la loro filosofia di vita.
L'evento è carino ma abbastanza noioso. Stiamo seduti sotto un gazebo e continuo a giocare con il bimbo che ormai è come la colla. Anche provando a ignorarlo è ormai fatta, oggi sono suo papà. Passano varie ore così, tra chiacchiere tra di noi, giochi col bimbo e il concorso. E poi succede qualcosa che mi fa capire perché sono qua e cos'è davvero l'Africa, soprattutto in una cittadina piccola come questa. Il concorso finisce, c'è la premiazione e appaiono telecamere della TV locale. Freddie fa il presentatore assieme ad un altro e ormai il pubblico inizia a scaldarsi ad ogni nome di ragazza votata. Finito tutto si lascia posto alla musica e iniziano tutti a scatenarsi. Ecco questo è il punto in cui inizio a rendermi conto del modo in cui sentono la musica questi qua. Ballano tutti, ragazzi e ragazze e si muovono come fossero i loro movimenti del corpo a generare la musica non il contrario. Li guardo e mi trovo a ballicchiare pure io, come pure il mio corpo stesse imparando da loro. Gioco col bimbo ballando e passandolo ad altri volontari. Poi dei nuvoloni già da un po in agguato si avvicinano e inizia a piovere, dapprima qualche goccia e poi un forte acquazzone. Ci si protegge tutti sotto le tettoie e altri sotto due gazebo. Ma qui la musica e il ritmo sono più forti della pioggia e allora via, alcune temerarie, con la musica che ancora va nonostante l'acqua, escono dal gazebo per ballare sotto la pioggia. Le guardo e continua a stupirmi quel modo di muoversi. Anche molti sotto ai gazebo, tutti pigiati, continuano a ballare.. non riescono proprio a fermarsi. Ad un certo punto una ragazza dal sedere importante si appoggia ad un tavolo sul bordo di un gazebo e inizia a fare uno spettacolino ballando e scuotendo il sedere. Una flotta di ragazzi come api sul miele si avvicinano e fanno foto e video mentre lei continua tranquilla. Tutti si divertono, ridono, ballano e nessuno pare offendere o sentirsi offeso, come tra amici. Continua intanto la bufera illuminata da un sole al tramonto che trova spazio tra le nubi per regalare degli stupendi giochi di luce. Mi commuovo, sento quella forza, quell'entusiasmo che ti trascina e capisco perché l'Africa è la culla della vita, della musica e del ritmo. Mi gusto ogni istante mi e sento fortunato.